Operazione Sex Indoor, prostituzione a Caltagirone: 8 arresti VIDEO - QdS

Operazione Sex Indoor, “impero” della prostituzione a Caltagirone: 8 arresti – VIDEO

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Operazione Sex Indoor, “impero” della prostituzione a Caltagirone: 8 arresti – VIDEO

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martedì 28 Giugno 2022 - 11:18

Una storia di sfruttamento della prostituzione e degrado a Caltagirone, in provincia di Catania: ecco l'"impero" criminale costruito dagli 8 arrestati nell'ambito dell'operazione Sex Indoor.

In data odierna, il personale in servizio del commissariato di Pubblica Sicurezza di Caltagirone – con il supporto della Squadra Mobile di Catania e di Agrigento – ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa di 8 misure cautelari custodiali, di cui 2 in carcere e le altre in regime di arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Sex Indoor”.

I reati contestati agli indagati sono di associazione a delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Operazione Sex Indoor, arresti a Caltagirone: le indagini e le intercettazioni

L’attività di indagine ha rivelato – mediante operazioni di intercettazioni telefoniche e ambientali – la presenza nel territorio calatino di una vera e propria organizzazione, stabile, ben rodata, e con specifica ripartizione dei ruoli, in grado di reclutare donne (per lo più straniere) e transessuali da destinare al mercato della prostituzione.

Le persone tratte in arresto si occupavano anche di garantire la collocazione delle persone sfruttate sessualmente in immobili a Caltagirone, di proprietà dei due capi e promotori dell’organizzazione. In più, garantivano l’assistenza logistica, il trasporto e la pubblicità dell’attività di meretricio mediante l’inserimento di annunci su siti di incontri: una sorta di servizio completo, a pagamento, idoneo ad assicurare ingenti profitti.

Il materiale probatorio raccolto in sede di indagini preliminari, iniziate nel febbraio 2021, costituito prevalentemente da intercettazioni, consiste non solo in intercettazioni ma anche in accertamenti bancari, pedinamenti, appostamenti, immagini/video estrapolati dai sistemi di sorveglianza posti in corrispondenza dei civici fove le vittime reclutate erano indotte a prostituirsi.

Ed è proprio grazie all’attività investigativa nell’ambito dell’operazione Sex Indoor che è stato possibile visionare il via vai di clienti dalle abitazioni e gli spostamenti delle donne reclutate.

Nei confronti di alcuni degli odierni arrestati sono emersi ulteriori indizi di reato concernenti la cessione di droga alle stesse meretrici e anche l’abituale commissione di attività di natura illecita quali l’artigianale fabbricazione di armi, riciclaggio di denaro e truffe ai danni di compagnie telefoniche e assicurative.

Un “impero” basato sulla prostituzione: l’organizzazione

Ruolo di spicco nell’associazione era ricoperto da L. G. C. (indagato, tra l’altro, per estorsione ai danni di un’attività commerciale del luogo), sostenuto dalla compagna B. A. e dal fratello L. G. A., anche quest’ultimo all’apice dell’organizzazione e anello di collegamento con la criminalità catanese. Quest’ultima – come si è scoperto nell’ambito dell’operazione Sex Indoor – è rappresentata da S. C. G., soggetto già condannato in passato per gravi reati quali associazione a delinquere di stampo mafioso.

S. C. G., assieme all’agrigentino agrigentino D. C. S., aveva il compito di reclutare prostitute e introdurle nel florido mercato calatino, inserito a sua volta nel più ampio mercato di “capitale umano” organizzato a livello nazionale.

Secondo un collaudato sistema di rotazione, infatti, donne e transessuali giungevano a Caltagirone e lì venivano collocate/i per una/due settimane nei 4 immobili di proprietà dei due fratelli, promotori dell’associazione, per poi essere destinate all’attività di meretricio gestita in altri territori, anche al di fuori della Regione.

Con il ruolo di partecipe all’associazione, nell’ambito dell’operazione Sex Indoor è emerso anche che la figura di M. G., che su indicazione di L. G. C., eseguiva quotidianamente servizi di trasferimento da un luogo all’altro delle singole prostitute, assicurando il soddisfacimento di ogni altra necessità, previo pagamento di cospicue somme di denaro.

Ulteriori sodali all’associazione sono F. R. L. M. e G. S. C. J., che, oltre a svolgere attività di prostituzione, si ponevano al servizio dei fratelli L. G. occupandosi del reclutamento di “colleghe” e alle inserzioni pubblicitarie su siti di incontri come “Bakeka-incontri”. Per tale attività solitamente richiedevano ricariche PostePay, riscontrate mediante mirati accertamenti bancari.

I provvedimenti

Considerato il notevole volume d’affari, attestatosi su circa 130.000 euro annui, su richiesta della Procura della Repubblica di Catania, il giudice per le indagini preliminari ha disposto anche il sequestro preventivo di 4 immobili di proprietà degli indagati e il sequestro di altri beni per un valore corrispondente al profitto del reato.

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