Meno di cinque minuti per l’intimidazione al deposito di Sicily by Car in via San Lorenzo a Palermo. Ad agire sarebbero stati tre uomini arrivati a bordo di un’auto, probabilmente rubata, una Lancia Y10: sono entrati all’interno della rimessa sparando circa trenta colpi di mitragliatrice danneggiando alcune auto parcheggiate. I tre sono poi fuggiti a piedi, abbandonando l’auto con cui erano giunti davanti al deposito.
L’intimidazione a Sicily by car ripresa dalle telecamere
Il raid ai danni di Sicily by car è stato compiuto nella notte tra venerdì e sabato in circa cinque minuti. Dalle immagini di videosorveglianza acquisite dai carabinieri si vedrebbero tre uomini incappucciati scendere dall’auto armati di mitragliatrici, entrare nel deposito e aprire il fuoco contro quattro vetture. Poi la fuga verso via Gugliemo Savagnone, dove probabilmente erano attesi da un complice con un’altra auto.
Clienti di un locale vicino hanno assistito al raid
A lanciare l’allarme sarebbero stati dei clienti di un locale che si trova accanto al deposito i quali hanno visto il momento in cui i tre malviventi sono entrati in azione. Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno eseguito i rilievi e avviato le indagini.
Tommaso Dragotto ascoltato dai carabinieri
Il patron di Sicily by car è stato interrogato per circa due ore dai militari. Il patron di Sicily by car è rimasto sorpreso da questo “atto vile”, non sa quale può essere il motivo e non pensa ad un’intimidazione mafiosa. Le immagini di videosorveglianza potrebbero essere decisive per poter individuare gli autori del raid.
Il raid alla Sicily by car di Dragotto, i messaggi di solidarietà dalla politica
Non si sono fatti attendere i messaggi di vicinanza a Tommaso Dragotto. Tra questi il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che ha dichiarato: A Tommaso Dragotto e a tutti i suoi collaboratori – dice – va la mia piena solidarietà. La Sicilia non può e non deve piegarsi alla violenza e alle minacce: le istituzioni saranno sempre al fianco di chi opera nel rispetto della legalità e contribuisce allo sviluppo della nostra terra”.
“Desidero manifestare la mia piena solidarietà all’imprenditore Dragotto e a tutti i lavoratori dell’azienda, colpiti da un atto vile che tenta di minare la serenità e la libertà dell’iniziativa economica nella nostra terra. La Sicilia non può e non deve piegarsi a logiche di intimidazione e violenza”. Così il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno dopo l’intimidazione a Tommaso Dragotto. “Confido nel lavoro degli investigatori, già impegnati con professionalità anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, per individuare rapidamente i responsabili e assicurarli alla giustizia” ha concluso Galvagno.
Solidarietà anche da parte dell’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo”: “Esprimo una condanna ferma e senza attenuanti per quanto accaduto a Palermo. Sparare contro un’attività imprenditoriale non è solo un gesto intimidatorio: è un atto vile, un tentativo di imporre paura e di condizionare con la violenza chi lavora e produce in questa terra. A Tommaso Dragotto e a tutta la Sicily by Car va la mia piena solidarietà. Ma sia chiaro: non ci facciamo intimidire. Chi pensa di fermare lo sviluppo, l’impresa e l’azione delle istituzioni con le armi ha già perso”.
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