Colpo al Mandamento San Lorenzo Tommaso Natale. Blitz nelle prime ore del mattino a Palermo tra Zen, Marinella e Carini contro la banda del kalashnikov che da quasi un anno ha portato avanti intimidazioni a colpi di mitragliatrice e incendi contro commercianti e imprenditori. Colpiti Sicily by Car,
Sono in totale 15 le persone arrestate, 22 in totale gli indagati (7 già detenuti), nell’operazione condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale che hanno visto impegnati circa 400 militari. Notificato il fermo anche i genitori di Salvatore Verga (anche lui tra i nomi del provvedimento), giovane boss della Marinella tra i principali uomini che dal carcere coordinava le azioni estorsive e intimidatorie della banda. Il padre, Gaetano, e la madre, Maria Claudino, sono sospettati di aver aiutato il figlio nella gestione del territorio. Tra gli indagati anche Mattia Salamone, anche lui si muoveva per conto di Verga.
La regia dal carcere
Ci sarebbe lui dietro agli incendi e colpi di kalashnikov contro per ultimo il bar Cherì e prima ancora Sicily by Car, Al Brigantino ed altre attività tra Zen e Sferracavallo. Verga delegava tutto dal carcere, come anticipato dal Quotidiano di Sicilia, utilizzando un cellulare che gli è stato successivamente sequestrato. Verga avrebbe gestito anche un traffico di droga da dietro le sbarre.
Tante anche le perquisizioni tra i padiglioni dello Zen, alla Marinella ed a Carini. Sequestrate due granate mentre non sarebbero stati trovati i kalashnikov.
Sportello di Solidarietà: “Giorno importante per Palermo”
“Oggi è un giorno importante per la città di Palermo e, in particolare, per chi abita e lavora nelle zone di Sferracavallo, Mondello, Zen e San Lorenzo”, si legge in una nota dello Sportello di Solidarietà.
“Dopo mesi di danneggiamenti, di gravi atti di intimidazione, di vessazioni e di richieste di pizzo, finalmente le forze dell’ordine e la magistratura hanno dato una straordinaria risposta che molti speravano e auspicavano. A loro va la nostra sincera gratitudine e ringraziamento”.
“Questa importante operazione di polizia è stata resa possibile anche grazie a quelle attività economiche che, pur avendo subito pesanti intimidazioni, hanno collaborato e non si sono mai piegate, e a quelle che hanno deciso di fare i nomi dei propri estorsori”.
“Alcune di queste realtà sono state seguite dallo Sportello di Solidarietà che in questi mesi, con un lavoro silenzioso ma costante sul territorio, ha costruito una rete di relazioni e di fiducia con diversi imprenditori che operano nel mandamento di San Lorenzo–Resuttana”.
L’operazione di oggi non è un punto di arrivo, ma di partenza: da oggi le decine di commercianti che sono stati avvicinati dagli esattori del pizzo hanno la possibilità di farsi avanti e di collaborare in sicurezza, creando maggiore sicurezza per tutti”.

