Home » Cronaca » Le intimidazioni e le sparatorie a Palermo, l’arma potrebbe essere la stessa: un kalashnikov

Le intimidazioni e le sparatorie a Palermo, l’arma potrebbe essere la stessa: un kalashnikov

Le intimidazioni e le sparatorie a Palermo, l’arma potrebbe essere la stessa: un kalashnikov
La polizia dopo l’intimidazione ad una rimessa di Sferracavallo

Gli investigatori sono a lavoro per accertare se ci possano essere collegamenti tra gli ultimi episodi criminali in città

Le sparatorie di via Don Minzoni e via Montalbo hanno in comune l’arma, un kalashnikov. In entrambi gli episodi, il primo mercoledì notte e il secondo giovedì pomeriggio, i proiettili sono stati esplosi da una mitragliatrice. Si tratta della stessa arma utilizzata per le intimidazioni di queste settimane che hanno colpito prima il deposito di Sicily by car e poi a Sferracavallo un’autorimessa e il ristorante Al Brigantino.

Intimidazioni a Sferracavallo e sparatorie: accertamenti se si tratta della stessa arma

La Squadra Mobile di Palermo insieme alla Scientifica sono a lavoro per accertare se il kalashnikov che ha sparato in via Montalbo e in via don Minzoni sia lo stesso utilizzato per le intimidazioni a San Lorenzo e Sferracavallo. Gli accertamenti sull’arma potranno aiutare gli investigatori a comprendere se dietro questi episodi ci sia lo stesso gruppo criminale o meno.

Sparatoria in via Montalbo, ferita per errore un’anziana

C’è anche una donna di 71 anni tra i feriti della sparatoria di via Montalbo a Palermo che si è verificata giovedì nel tardo pomeriggio. M.M. le sue iniziali, è stata colpita da uno dei proiettili destinati al 37enne D.D.I. ferito alla gamba poco dopo essere uscito da una macelleria della zona. L’anziana è rimasta ferita all’altezza del collo del femore destro, ma non sarebbe in pericolo di vita. I medici stanno valutando se sottoporre la donna ad un intervento chirurgico per estrarre il proiettile.

L’agguato al 37enne, le indagini

D.D.I. è riuscito a fuggire all’agguato e poco dopo si era presentato al pronto soccorso di Villa Sofia con una ferita alla gamba. Il proiettile è entrato ed uscito, non è in pericolo di vita. Si trova in ospedale piantonato dalla polizia.

Le indagini sono affidate alla squadra mobile, anche se sul luogo della sparatoria in un primo momento erano intervenuti i carabinieri e la scientifica. Gli investigatori hanno acquisito le immagini di videosorveglianza della zona che potrebbero aiutare nel dare un volto a chi ha sparato contro il 37enne pregiudicato. Il suo nome era finito nel processo Mani in Pasta sulla famiglia mafiosa dell’Acquasanta che ricostruiva gli affari del clan, tra cui quelli inerenti la droga, ma due anni fa l’uomo è stato assolto. Proprio i debiti su sostanze stupefacenti è una delle piste che sta seguendo la polizia, ma al momento non è escluso altro.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram