Roma, 11 mar. (askanews) – In una crisi “tra le più complesse degli ultimi decenni”, Giorgia Meloni si rivolge alle opposizioni per invitarle a “compattarsi” intorno al “governo italiano”, a fare in modo che l’Italia “parli con una voce sola”. E avverte: anche se l’appello non dovesse essere raccolto, il governo è “serio e autorevole”, non è isolato ma anzi è “al centro di ogni coordinamento internazionale”.
E’ questa la novità dell’intervento della presidente del Consiglio in Senato: la richieta alle opposizioni di affrontare la crisi internazionale “con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che, banalizzando, non aiuta nessuno a ragionare con profondità”. Lo fa respingendo alcune delle accuse arrivate in questi giorni: “Qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare. Qui non c’è un governo ‘complice’ di decisioni altrui, né tantomeno un governo ‘isolato’ in Europa, e nemmeno un governo colpevole delle conseguenze economiche che questa crisi può avere sui cittadini, le famiglie e le imprese italiane. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell’impegno” che Meloni rivendica di aver profuso, “affrontando la crisi con estrema cautela, in stretto raccordo con i nostri partner europei e in costante contatto con i leader del Medio Oriente e del Golfo”.
“Qui – scandisce la premier – c’è il governo italiano, chiamato, suo malgrado, ad affrontare uno dei tornanti più complessi della storia recente. E preferiremmo non doverlo fare da soli. Intendo dire che è sempre auspicabile, nelle fasi più difficili della storia, che una nazione democratica come la nostra sappia compattarsi intorno alla difesa dei propri interessi nazionali”. E precisa: “Non lo dico per proporre una sorta di unanimismo peloso o per tentare di ‘neutralizzare’ la voce delle opposizioni. Lo dico perché uno scenario come questo impone alle classi dirigenti, a tutte le classi dirigenti, responsabilità, lucidità e capacità di adattare le proprie decisioni alla rapidità degli eventi”.
Alle opposizioni la premier riconosce che l’intervento di Usa e Israele “si colloca fuori dal diritto internazionale” e ribadisce che “l’Italia non vi prende parte e non vi intende prendere parte”. Quanto all’uso delle basi militari italiane, rivendica la posizione assunta di rispetto degli accordi vigenti, “la stessa della Spagna” e garantisce che se dovesse arrivare una richiesta di uso oltre gli accordi, il governo rinuncerà alla possibilità che pure ha di decidere da solo e rimetterà la questione alle Camere.
Dunque “mi auguro che lo spirito di questo appello possa essere raccolto e che l’Italia possa parlare, nelle prossime settimane, con una sola voce. Ma voglio, allo stesso tempo, rassicurare gli italiani sul fatto che, se anche questo non dovesse verificarsi, il governo continuerà a rappresentare l’Italia con autorevolezza, serietà e abnegazione, come sempre abbiamo fatto dall’inizio del nostro mandato”.

