Roma, 6 mar. (askanews) – La fiammata dei prezzi di petrolio e gas innescata dalla guerra in Iran “rende più incerto il percorso dell’inflazione. Tuttavia, fin quando le deviazioni rispetto al nostro obiettivo, in ambo le direzioni, restano temporanee e limitate, con le aspettative di inflazione ben ancorate, hanno una rilevanza limitata per le decisioni di politica monetaria, dato che si verificano fisiologicamente quando una economia è esposta a prezzi dell’energia volatili”. Lo ha affermato Isabel Schnabel, componente del Comitato esecutivo della Bce nel suo intervento allo US Monetary Policy Forum a New York.
“Quello che conta per la politica monetaria sono le prospettive di medio termine, ovvero se le dinamiche di fondo dei prezzi e dei salari siano coerenti con l’obiettivo (di inflazione, il 2%-ndrt) sull’orizzonte temporale rilevante”, ha aggiunto.
“Le lezioni tratte dalla Covid suggeriscono che i policy maker” devono giostrarsi con attenzione di fronte a queste sfide. “L’inflazione potrebbe riemergere con mercati del lavoro tirati e forti livelli di domanda interna”, ha detto Schnabel.

