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Italia con la febbre, 32 anni perduti

Italia con la febbre, 32 anni perduti
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C’è la cura? Sì, da cavallo

Leggiamo e vediamo continue polemiche fra i responsabili delle istituzioni di tutti i settori della politica che sono stomachevoli. Ognuno cerca di scaricare la responsabilità sull’avversario senza prima fare l’autoesame.

Complessivamente la situazione del nostro Paese sotto il profilo della finanza pubblica, dell’economia e delle esportazioni, non va male. Il tasto dolente è la mancata crescita economica di questi anni e soprattutto la mancanza di progetti pluriennali che disegnino una crescita consistente nei prossimi tre lustri.

Le polemiche fra Meloni, Schlein, Conte e qualche altro protagonista dell’attuale era istituzionale sono stomachevoli perché non centrano il punto nodale del malessere che si avverte in diversi settori, da quello sanitario ai trasporti, alla Pubblica amministrazione, alla mancata manutenzione del territorio, alla carenza delle infrastrutture e via enumerando.

Anche quest’anno, secondo Eurostat, Istat, Banca d’Italia e altri enti, la previsione della crescita è dello 0,5 per cento o giù di lì, altro dato deludente.

Trentadue anni senza sviluppo e senza prospettive

In questi 32 anni la situazione non è cambiata; essa è piatta non solo per la mancata crescita in termini reali, ma anche per la mancanza di prospettive, sempre in termini reali.

Il quadro peggiorerà dal 2027 in avanti perché verrà a mancare il finanziamento extra nazionale prima arrivato dal Pnrr, ammontante a circa trenta/trentacinque miliardi l’anno. Non si capisce da dove l’attuale ministro Giorgetti, che dovrà fare la legge di bilancio 2027, potrà recuperare tale importo, indispensabile per continuare a investire nelle infrastrutture.

Ovvero si capisce benissimo perché basterebbe utilizzare la cosiddetta Spending Review, vale a dire il piano di risparmi che redasse Carlo Cottarelli e che consegnò all’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Quest’ultimo, dopo averlo letto e aver compreso perfettamente che per metterlo in atto avrebbe dovuto scontentare molti cittadini, fece quell’atto codardo di metterlo nel cassetto. Quel rapporto comportava risparmi per trentacinque miliardi.

Evasione fiscale e pressione fiscale record

Cittadine e cittadini sono torchiati, hanno una pressione fiscale intorno al quarantatré per cento. D’altra parte vi è un’evasione fiscale stimata da più parti intorno a cento miliardi, cioè vi sono italiani disonesti che non pagano cento miliardi, i quali costituiscono il sei/sette per cento del totale delle entrate. Governo e maggioranza seri dovrebbero raddoppiare il numero degli addetti alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate, nonché il numero degli ispettori del lavoro per la riscossione dei contributi, in modo da tentare di demolire questo castello di evasione. Non lo fanno perché gli evasori votano e quindi non debbono essere disturbati.

Intendiamoci, non è una carenza di questi Governo e maggioranza, ma di tutti i Governi e di tutte le maggioranze che hanno avuto la responsabilità di governare dal 1994 in avanti.

Vi è un altro punto che noi ribadiamo costantemente e cioè che la macchina amministrativa italiana è carente, non funziona bene.

Pubblica amministrazione inefficiente e malcontento diffuso

Quando si interpellano cittadini e imprese sul loro livello di soddisfazione o insoddisfazione della Pubblica amministrazione centrale e periferica, la risposta è unanime: pollice verso. Come fanno le istituzioni a non ascoltare questo enorme malumore che c’è nel Popolo? Si tratta di un comportamento irresponsabile che dura da 32 anni.

Divario Nord-Sud e sviluppo del Mezzogiorno

Un altro enorme vulnus che ha l’Italia è il grado di “sottosviluppo” (secondo l’Unione europea) delle sette regioni del Sud, cui si aggiunge l’Abruzzo, che è in una condizione leggermente migliore. Reddito pro capite e Pil pro capite della popolazione meridionale (circa venti milioni) sono la metà di quelli degli abitanti delle otto regioni del Nord: un Paese a doppia velocità non va da nessuna parte. Ma non c’è nessun programma che preveda di colmare questo inaccettabile gap, in tempi ragionevoli.

Ci sono cure per la malata-Italia? Sì, cure da cavallo con fantini capaci di cavalcarli.