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IWSR: nel 2025 calato consumo alcol, pesa contesto economico

IWSR: nel 2025 calato consumo alcol, pesa contesto economico

Consumatori prudenti tra moderazione e meno uscite

Milano, 5 gen. (askanews) – Nei principali mercati mondiali la spesa per le bevande alcoliche continua a diminuire, mentre i consumatori destinano una quota crescente del budget ai beni di prima necessità. L’ultima indagine IWSR Bevtrac descrive un mercato globale che mostra segnali di stabilizzazione, ma senza una vera ripresa. A pesare sono soprattutto il contesto economico, il cambiamento delle abitudini di consumo e una tendenza alla moderazione che appare ormai strutturale. Le pressioni economiche e inflazionistiche incidono sulle scelte di spesa anche delle fasce di reddito più elevate: in 11 mercati su 15 analizzati (Usa, Canada, Brasile, Messico, Francia, Germania, Italia, Spagna, GB, Sud Africa, India, Cina, Giappone, Taiwan e Australia) i consumatori dichiarano di aver ridotto il budget destinato all’alcol.

In Europa e nelle Americhe il miglioramento della fiducia finanziaria osservato in Paesi come Regno Unito, Stati Uniti e Spagna non si è tradotto in un aumento dei consumi di alcol. Il quadro economico continua a condizionare le abitudini di spesa, mantenendo i consumi su livelli contenuti anche tra i redditi più alti. Le differenze emergono con maggiore chiarezza osservando i comportamenti generazionali. Tra i consumatori della Generazione Z la quota di chi beve alcol è cresciuta rispetto a due anni fa, passando dal 72% del 2023 al 74% del 2025, ma nell’ultimo anno il dato si è stabilizzato. Si riduce il divario rispetto al totale dei bevitori e cambia il modo di consumare: nelle singole occasioni si tende oggi a scegliere una sola tipologia di alcol, mentre in passato se ne bevevano in media quasi tre. Una dinamica simile riguarda anche i Millennial, pur restando il gruppo con la maggiore probabilità di consumo negli Stati Uniti. In Brasile il peggioramento percepito della situazione economica incide soprattutto su spumanti e superalcolici, mentre in Francia si registra uno spostamento dei consumi dai liquori e dai Ready to drink verso il vino.

Sempre secondo la società di analisi del mercato globale delle bevande alcoliche con sede a Londra, molti consumatori affermano di bere in modo più contenuto, ma diminuiscono le giornate in cui si sceglie di non bere affatto, soprattutto tra i giovani adulti. Allo stesso tempo cresce l’idea che ridurre il consumo di alcol sia un comportamento sempre più diffuso. Nel segmento delle bevande analcoliche la base dei consumatori resta stabile: l’aumento dei volumi dipende soprattutto da chi già le consuma, con l’eccezione di Giappone e Messico, dove il numero di consumatori è in crescita.

Il 2025 ha segnato inoltre una nuova fase di difficoltà per il consumo fuori casa. Le uscite nei locali sono diminuite rispetto all’anno precedente, interrompendo il recupero avviato nella seconda metà del 2024. I cali più marcati si sono registrati in Cina e Messico, mentre Spagna e Taiwan hanno mostrato un andamento opposto. Nei locali i consumatori hanno scelto meno tipologie di bevande e porzioni più ridotte rispetto al 2024, con la birra che guadagna spazio sui superalcolici soprattutto per ragioni di prezzo.

Un ulteriore fattore che incide sui consumi è la diffusione dei farmaci GLP-1 per la perdita di peso. Negli Stati Uniti il 14% dei consumatori di alcol dichiara di utilizzarli, seguito dall’Australia con l’11%, mentre aumenti si registrano anche nel Regno Unito e in Brasile. I dati indicano che chi assume questi farmaci tende a bere meno e a limitare gli eccessi.