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Jeffrey Epstein e gli interessi con la Sicilia: il progetto sull’Etna e i 163 file con nomi siciliani

Jeffrey Epstein e gli interessi con la Sicilia: il progetto sull’Etna e i 163 file con nomi siciliani
Jeffrey Epstein

Le relazioni con i Gambino di Brooklyn e Cosa Nostra palermitana

Riciclaggio di denaro, lusso e turismo d’élite, questa è la Sicilia che emerge nei 163 file rinvenuti nella dimora di Jeffrey Epstein, imprenditore pedofilo e criminale statunitense, morto probabilmente suicida nella sua cella Metropolitan Correctional Center di New York il 10 agosto 2019. I file in questione, facenti parte dei 3 milioni documenti estratti dai suoi archivi e resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti , trattano di relazioni strette con l’Isola. Emergono intrecci mafiosi transatlantici e inviti esclusivi e sfarzosi per sfide sportive sull’Etna. La Sicilia è dipinta qui come un punto strategico, un luogo di snodo tra crimine e lusso.

Ma non è l’unica regione coinvolta. Più in generale, si può dire che tutto il sistema italiano – politico e imprenditoriale – è stato trovato in quei documenti dell’orrore. Non si tratta di una nazione al centro dei file, ma è comunque menzionata diverse volte.

L’interesse politico di Epstein verso il Tricolore: Matteo Salvini tra i nomi

La passione per la Sicilia, la menzione a uffici di partito a Milano e a scrivanie di manager e hacker: ecco l’Italia che viene citata in maniera certosina nei file di Jeffrey Epstein. Le informazioni si leggono in diverse tipologie di documento, da email a messaggi, fino ad appunti e contenuti visuali come fotografie. I documenti in questione non costituiscono un atto d’accusa verso i nomi citati, ma restituiscono agli investigatori l’affresco sulle relazioni e gli interessi in Italia di un uomo che ha costruito una rete globale criminale senza precedenti.

Il nome di Matteo Salvini è citato 89 volte nei file in circa una trentina di email tra marzo 2018 e maggio 2019, periodo in cui la Lega riscontrava successo, poiché all’apice della sua ascesa elettorale. Non risulta comunque alcun legame diretto tra il leader leghista e Jeffrey Epstein. Piuttosto emerge molto chiaramente l’interesse dell’imprenditore criminale per i partiti di estrema destra europei.

Roberto Settineri da breage tra Sicilia ed Epstein

I file che riguardano la Sicilia, invece, si concentrano soprattutto su relazioni con la mafia. In decine di questi, esce fuori il nome di Roberto Settineri, figura chiave descritta come intermediario tra la famiglia criminale dei Gambino di Brooklyn e Cosa Nostra palermitana. Settineri è stato arrestato a Miami Beach nel 2008 attraverso un’operazione detta “Paisan Blues” e congiunta tra l’FBI e la polizia italiana. L’arresto fu orchestrato progettando una “trappola” che vide l’intervento dell’avvocato Scott Rothstein, infiltrato dell’FBI. L’intermediario fu accusato negli Stati Uniti per riciclaggio di 79 mila dollari e ostruzione alla giustizia. Fu anche incriminato in Italia, insieme ad altre 19 persone della famiglia Santa Maria di Gesù di Palermo. Lo scopo di Settineri, secondo la Polizia di Stato, era quella di connettere Cosa Nostra con i mercati USA. Anche la famiglia Bulone – la cui radice è Vincent Bulone, originario della Sicilia con un passato criminale – è citata nei documenti.

I file illustrano un quadro siciliano ambiguo in cui si intrecciano mafia e destinazioni esclusive per l’élite globale costruita da Epstein. La sua rete orbitava intorno a Palermo, l’Etna e le Eolie. Luoghi in cui Epstein fisicamente si reca più volte, secondo i documenti.

Voli privati, lusso e la sfida umana sull’Etna

“Sul mio aereo per Mosca (in partenza dalla Sicilia), viaggio fantastico” scrive il 13 luglio 2017. Nei file l’isola affiora come una meta gradita, già assaporata nel 2010, nel 2015 e in un viaggio Roma-Sicilia di 10 giorni del 2013 più documentato, con giri in barca a Lipari e Panarea. Altre attività sicule dell’imprenditore criminale erano il trekking, il nuoto e la mountain bike sull’Etna, condivisi con Richard Branson nel 2016, il quale convinse Epstein per la “Virgin Strive Challenge”, una sfida umana dal Cervino all’Etna. La tappa siciliana della sfida vide Epstein offrire 50mila dollari al progetto.

In altri file riguardanti la Sicilia, anche scenari equivoci: cure pianificate al ritorno dalla Sicilia per malattie veneree come l’HPV.

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