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Julie Hamisky porta da Pandolfini la mostra “Giardino Alchemico”

Dal 22 al 26 aprile a Milano l’esposizione di sculture e gioielli

Milano, 12 apr. (askanews) – Julie Hamisky arriva a Milano con “Giardino Alchemico”, mostra personale allestita da Pandolfini Casa d’Aste in collaborazione con la Mitterrand gallery dal 22 al 26 aprile 2026 nella sede di via Manzoni 45, in occasione del “Salone del Mobile”. L’esposizione presenta una selezione di sculture e gioielli dell’artista francese, che affida alla tecnica dell’elettroplaccatura la trasformazione di fiori, foglie ed elementi vegetali in forme durevoli.

Il percorso espositivo è costruito come un giardino sospeso, dove lavori monumentali e opere di dimensioni più contenute convivono nello stesso spazio. Al centro c’è una pratica che trattiene nel metallo venature, pieghe e texture della materia organica nel momento che precede il suo decadimento naturale, fissando un equilibrio tra fragilità e permanenza.

Tra le opere in mostra figurano “La Géante” del 2024, un papavero portato a una scala quasi architettonica, e “Aqua”, lampadario del 2024 composto da forme vegetali galvanizzate. Accanto a questi lavori compaiono anche “Bloom”, “Volcano” e la serie “Still Life”, che approfondiscono il rapporto tra ornamento, oggetto e forma autonoma. Completa l’esposizione una selezione di gioielli, nei quali singoli fiori e frammenti botanici conservano la loro dimensione originaria e diventano opere indossabili.

Nel racconto dell’artista, il processo conserva una quota di imprevedibilità. “Variazioni di corrente, durata e temperatura producono sottili modulazioni cromatiche, dai verdi profondi e blu elettrici fino ai lilla e ai caldi toni del rame. Ossidazione e fuoco completano la trasformazione, lasciando sottili involucri metallici che conservano ogni piega e venatura dell’origine organica”, ha spiegato Julie Hamisky. “Non si sa mai davvero quale risultato darà l’elettroplaccatura, è sempre una sorpresa. A volte il decadimento mette in evidenza una caratteristica precisa, altre volte la trasforma completamente”, ha aggiunto.

Il progetto nasce da una precisa visione di Pietro De Bernardi, ad di Pandolfini, che ha riconosciuto nel lavoro di Hamisky una sintesi tra arte contemporanea, design e tradizione artigianale. L’iniziativa si inserisce nella volontà della casa d’aste di aprire i propri spazi a eventi culturali e progettuali capaci di dialogare con la città e con il pubblico internazionale. “Mettere a disposizione la nostra sede per iniziative come questa significa trasformarla in un luogo vivo di incontro e scoperta”, ha affermato De Bernardi. “Vogliamo che Pandolfini sia non solo un punto di riferimento per il mercato dell’arte, ma anche un luogo culturale dove discipline e visioni diverse possano incontrarsi e generare nuove connessioni”.

Nata nel 1975 a Fontainebleau e cresciuta nella campagna a sud di Parigi, Julie Hamisky ha iniziato la formazione artistica a Parigi e l’ha poi approfondita in Messico, dove ha studiato la fusione a cera persa, l’oreficeria tradizionale, la gioielleria e la lavorazione del ferro. Tornata in Francia nel 1999, ha lavorato nell’atelier di Claude e François-Xavier Lalanne, maturando una conoscenza diretta dei loro processi scultorei. Oggi vive e lavora a Montreuil, proseguendo una ricerca che si muove tra arte contemporanea e artigianato e che trasforma l’effimero naturale in strutture permanenti.