Reggio Emilia, 13 mag. (askanews) – Li chiamano gli asili più belli del mondo. E oggi pomeriggio la principessa del Galles ne ha visitato uno: la scuola dell’infanzia comunale Anna Frank di Reggio Emilia, ultima tappa di una giornata che ha portato Kate Middleton – al suo primo viaggio in Italia dopo la malattia – a immergersi nel “Reggio Approach”. Sulla soglia, mentre stava per congedarsi, è stato un bambino a rompere il protocollo: “Puoi venire un’altra volta qui?”, le ha chiesto. “Sì, certo”, ha risposto Sua Altezza Reale in italiano. Una promessa ribadita poco dopo alle insegnanti: “Tornerò”.
L’ultima tappa della giornata reggiana – la terza per la consorte dell’erede al trono britannico, in città per il suo primo viaggio in Italia dopo la malattia – si è chiusa con un bagno di folla più intimo ma intenso, tra bambini, educatrici, pedagogiste e famiglie. Ad accogliere la principessa, Federico Ruozzi, presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia del Comune di Reggio Emilia, insieme alla pedagogista Teresa e all’insegnante Elisa, che hanno illustrato a Kate la filosofia educativa reggiana mostrandole gli spazi. Per nulla intimoriti da telecamere e cronisti, anche i più piccoli hanno conversato con lei e le hanno mostrato disegni, opere e lavori in corso. “Un conto è studiare l’approccio, vederlo è meraviglioso”, ha detto la principessa ad alcune mamme.
In atelier i bambini stavano realizzando un progetto sulle “forme del vento”, tra collage, pittura e disegno; nella sezione dei cinque anni gli alunni interpretavano dal vero alcuni fiori – annusati, studiati, toccati e battezzati con nomi propri – riportandoli poi su carta. A colpire particolarmente Kate la continuità tra spazi interni ed esterni e l’architettura tipica delle scuole del Reggio Approach: l’interno ruota intorno a una “piazza” sulla quale si affacciano le sezioni, gli atelier e perfino la cucina, dove i bambini possono entrare a chiedere alle cuoche cosa si mangia e a volte a cucinare insieme.
La scuola Anna Frank è una delle 36 strutture comunali che incarnano il Reggio Approach – “gli asili più belli del mondo”, come vengono chiamati nel settore. E’ nata nel 1964 “voluta dal quartiere per il quartiere”, come ha raccontato a Kate la pedagogista Teresa, ricordando di essere stata insegnante in un’altra città prima di innamorarsi del modello reggiano. “Capisco perché”, ha commentato la principessa. La scelta del nome, deciso da un’assemblea pubblica del quartiere, voleva essere – le hanno spiegato – “una visione per le nuove generazioni: che sarebbero cresciute in pace e in libertà”.
L’ultimo incontro è stato con le cuoche, davanti a una carrellata di specialità reggiane “rivisitate”. L’erbazzone, fresco di Dop, ha catturato l’attenzione della principessa, che ha chiesto la ricetta e ne ha mangiato una fetta. Poi la foto di gruppo con i bambini festanti e una rosa bianca in regalo, prima di salire in auto.

