Home » Askanews » Kel 12, “Inizia l’era dell’esplorazione accessibile”

Kel 12, “Inizia l’era dell’esplorazione accessibile”

Kel 12, “Inizia l’era dell’esplorazione accessibile”

Il tour operator cresce del 5%; l’Ad Rubino: andare oltre l’AI

Reggio Calabria, 29 set. (askanews) – “L’AI risponde a ciò che conosce, non a ciò che non conosciamo”. Per Gianluca Rubino, amministratore delegato di Kel 12, è qui che si gioca una parte del futuro dei tour operator: trovare itinerari, esperienze e modi di viaggiare che il cliente ancora non sa di volere. È anche il filo che attraversa la convention organizzata a Reggio Calabria dall’operatore, che a quasi cinquant’anni dalla nascita rilancia la propria vocazione esplorativa con il claim “Inizia l’era dell’esplorazione accessibile”.

Kel 12 ha chiuso l’esercizio 2025-2026 con oltre 42 milioni di euro di fatturato, 905 partenze e più di 7 mila viaggiatori in cento destinazioni, crescendo del 5% rispetto alla stagione precedente. Circa metà del fatturato arriva ancora dai viaggi di gruppo con esperto, mentre i viaggi individuali rappresentano il 14-15% e sono in crescita.

“Esplorare per Kel 12 è quello che facciamo tutti i giorni”, dice Rubino. “Pochi mesi fa, per esempio, abbiamo riesplorato la Libia. Ci sono destinazioni che si aprono, si chiudono e quindi esplorare anche oggi non è altro che quello che facevamo cinquant’anni fa: vivere con passione itinerari nuovi e nuove destinazioni”.

A cambiare, però, sono il viaggiatore e gli strumenti con cui sceglie. Il turismo europeo continua a crescere nonostante prezzi più alti e incertezza geopolitica. Secondo i dati presentati da Stefania Filippone, Accenture Travel Italy & Greece Lead, gli arrivi turistici internazionali in Europa dall’inizio dell’anno sono aumentati del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre tra giugno e agosto il numero medio dei voli giornalieri nella rete Eurocontrol è cresciuto del 2,4%. In Italia, nello stesso trimestre estivo, gli arrivi indicati sono 72,4 milioni.

“Sta cambiando il significato del turismo”, spiega Filippone. “È un modo di dare una forma al tempo. Le persone viaggiano per ritrovare se stesse, per stare con la propria famiglia, per fare esperienze diverse dal proprio quotidiano”. Anche il rapporto con le crisi è diverso: “Qualche anno fa bastava una notizia per spaventare le persone. Oggi viaggiano lo stesso, semplicemente cambiano destinazione o si adattano alle nuove situazioni in corso”.

Il prezzo rimane un elemento discriminante, ma la vacanza tende a essere difesa anche riducendo altre spese. Secondo quanto illustrato alla convention, i tour operator hanno assorbito una parte dei rincari, limitando mediamente al 5% l’aumento dei prezzi. Cresce inoltre la preferenza per destinazioni più vicine e percepite come stabili e sicure, mentre agenzie e tour operator recuperano spazio grazie alle maggiori tutele offerte rispetto al fai da te.

Cambia anche il calendario. Gli italiani distribuiscono maggiormente le vacanze tra giugno e settembre, ma l’offerta non sempre segue questa evoluzione. Filippone indica nella stagionalità uno dei problemi ancora irrisolti del turismo italiano: molte strutture alberghiere chiudono tra la fine di agosto e metà settembre, nonostante una domanda estera che potrebbe consentire di allungare la stagione.

A questo si aggiunge la forte concentrazione dei flussi: secondo i dati presentati, l’80% dei viaggiatori visita appena il 10% delle destinazioni. Per Filippone, le Destination Management Company dovranno lavorare meglio sui dati, utilizzare anche l’intelligenza artificiale e collaborare con i territori per far conoscere mete meno frequentate e gestire diversamente i flussi.

Ma cambiano soprattutto le aspettative. Esperienze fuori dall’ordinario, benessere, incontri, sostenibilità e personalizzazione assumono un peso crescente. Il 74% dei viaggiatori, secondo i dati illustrati alla convention, desidera esperienze personalizzate. Aumenta anche la ricerca di ritmi più lenti, con viaggi nella natura, soggiorni dedicati al sonno e al benessere e formule nelle quali il tempo libero diventa parte stessa dell’esperienza.

Allo stesso tempo è forte la ricerca di socialità. I viaggi di gruppo stanno vivendo una nuova stagione anche tra i più giovani, mentre crescono le vacanze intergenerazionali. Una combinazione che Rubino vede anche nella clientela Kel 12: “I nostri clienti chiedono sempre più personalizzazione, ma continuano a chiederci di viaggiare in gruppo perché c’è un bisogno di socialità e un bisogno di approfondimento incredibile”.

È in questo quadro che Kel 12 sta ampliando le proprie formule. Il nucleo storico rimane quello dei viaggi con esperto, in piccoli gruppi fino a 14 partecipanti. Accanto a questi ci sono i Private Journeys, itinerari individuali costruiti dai travel designer, e Active, la linea a piedi o in bicicletta che punta su un ritmo più lento e sul contatto con la natura.

Unique Collection lavora invece su gruppi fino a nove persone e su esperienze di livello più alto, ma con una logica che Rubino riassume privilegiando “il luogo più del lusso”: lodge e piccoli campi inseriti nel paesaggio, aperture private, accessi esclusivi e attività difficilmente replicabili. Namibia, Tanzania, Botswana e Zambia sono alcune delle destinazioni proposte.

Sul versante più esplorativo ci sono Dune e Kel 12 Camp, dedicati alle aree remote e alle spedizioni sahariane. Tra i nuovi progetti c’è la Libia, con l’Akakus Kel 12 Camp. L’obiettivo dichiarato è mantenere l’esperienza del campo mobile aggiungendo un livello essenziale di comfort e privacy, per allargare il pubblico dell’esplorazione.

Tra le altre novità annunciate, una terza imbarcazione sul Nilo e, per la primavera 2027, un “rendez-vous” in Giordania: diversi gruppi seguiranno itinerari differenti per poi ritrovarsi a Petra per un evento comune.

Sul mercato incombe intanto la trasformazione più rapida: l’intelligenza artificiale. Sempre più persone la utilizzano già per scegliere una destinazione e preparare il viaggio; il passaggio alla prenotazione diretta attraverso questi strumenti viene considerato ormai vicino.

“I tour operator si devono focalizzare su un prodotto unico”, sostiene Filippone. “Non possono più fare solo gli aggregatori, perché l’aggregazione verrà svolta molto meglio”. Alle agenzie attribuisce invece un ruolo destinato a sopravvivere proprio grazie alla prossimità e al rapporto personale: “Le persone avranno sempre più bisogno di confrontarsi anche con esseri umani, non soltanto con delle macchine”.

Rubino arriva alla stessa questione partendo dal prodotto: “Il tour operator deve andare oltre l’AI. L’AI standardizzerà e omologherà le richieste. I tour operator devono andare a scoprire un modo di viaggiare diverso che il cliente ancora non conosce”.

Kel 12 ha avviato una partnership con Accenture per lavorare sull’uso della tecnologia nella consulenza e nella conoscenza del cliente. Il sito dell’operatore registra circa 400 mila visite l’anno e 2,6 milioni di visualizzazioni; parallelamente, nell’ultima stagione sono stati organizzati trenta incontri dal vivo con circa tremila partecipanti.

Dopo quasi cinquant’anni in continua evoluzione, per Rubino però c’è qualcosa da conservare per il futuro: “Sono cambiate tre generazioni di proprietà e praticamente tutte le persone che lavorano in Kel 12. C’è una sola cosa che è rimasta ferma: la passione per il viaggio. E che spero rimanga per i prossimi cinquant’anni”.

Foto credit: Paolo Petrignani