
Gli opposti che si attraggono. Dall’indifferenza fino all’amicizia, con alternanza di comicità, riflessioni e tragedia. Al Teatro Musco di Catania è andato in scena “L’alba del terzo millennio”. lo spettacolo con protagonisti gli attori Emanuele Puglia e Cosimo Coltraro tratto dalla formidabile penna di Pietro De Silva, prodotto dall’associazione culturale Abc e diretto da Federico Magnano San Lio.
Due uomini agli antipodi a confronto durante la rappresentazione del venerdì santo
Un testo capace di alternare leggerezza e profondità, in un gioco di battute rapido e dissacrante. In grado, nell’arco di un’ora e mezza, di suscitare divertimento ma anche momenti di forte emozione nel pubblico che ha gremito la sala del teatro etneo. Scenografia semplice, ma suggestiva, con i due attori – talentuosi e credibili – chiamati ad interpretare i protagonisti della rappresentazione teatrale sul venerdì santo di Pasqua organizzata dal sindaco di un fittizio paese in provincia di Catania agli albori degli anni 2000. Puglia e Coltraro si ritrovano però soli, senza pubblico, che decide di snobbare lo spettacolo per andare a seguire il derby tra le due squadre di calcio rappresentative della zona. In cima all’altura simbolo del Golgota, appesi alle croci che rappresentano quelle dei ladroni, attendono da ore l’arrivo della processione. L’attesa diventa occasione di confronto, confessione, scontro e complicità.
Dall’indifferenza all’amicizia
La commedia mostra due uomini inizialmente agli antipodi. Marco Fusa (interpretato da Puglia), maestro milanese di scuola elementare trasferito in Sicilia, è il classico uomo del Nord, altolocato e acculturato, indifferente nelle fasi iniziali alla “grettezza” borghese di Coltraro – di cui non si scoprirà mai il nome nella rappresentazione – un oste chiacchierone, semianalfabeta e incline allo scherzo. Dopo le iniziali schermaglie, i due però iniziano ad avvicinarsi, scoprendosi in qualche modo complementari come gli opposti che si attraggono. Andando avanti nello spettacolo, i protagonisti diventano complici, rivelandosi a vicenda i segreti più intimi delle proprie vite. Si scopre, infatti, che Fusa è un uomo solo, segnato dallo straziante lutto della perdita del figlioletto di appena un anno, in crisi da tempo con la moglie Franca. L’oste catanese, invece, viene da un’infanzia difficile, caratterizzata da un rapporto mai amorevole con i severi genitori. Il rapporto tra i due si fa sempre più stretto, fino a sfociare in un’amicizia vera e pura: Puglia e Coltraro affrontano le tematiche del nuovo millennio, il 2000, trattando ciascuno con il proprio punto di vista argomenti come storia, religione, avvento dell’Euro, contraddizioni e speranze di quegli anni.
Lo straziante finale
Attraverso il dialogo incalzante, comico, affettuoso, tra Emanuele Puglia e Cosimo Coltraro, la drammaturgia di Pietro De Silva si trasforma dunque in una riflessione teatrale sul presente. La regia di Magnano San Lio enfatizza la tensione emotiva tra i personaggi, costruendo un’atmosfera intensa e coinvolgente, sorretta dalla maestria dei due interpreti. Sino al finale straziante, che lascia sgomento il pubblico, tra lacrime e applausi scroscianti. L’alba del terzo millennio si inserisce nella stagione 2025/2026 del Musco, che offre al pubblico catanese un percorso variegato tra classico e contemporaneo, confermando il teatro come luogo privilegiato di confronto culturale e civile.
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