Ricordate la vecchia favola della cicala e della formica? La cicala consumava tutto e poi in inverno si trovava in gramaglie; la formica accantonava quello che trovava nelle stagioni calde per passare bene l’inverno.
La metafora potrebbe essere riportata ai nostri giorni per evitare quello che già sta accadendo: via via la gente sta perdendo l’amore e la passione per il lavoro. Questo è dovuto a molti fattori, fra cui la perdita di senso del lavoro svolto, i cambiamenti geopolitici, socio-economici e ambientali destabilizzanti, una pigrizia dilagante, assecondata dal sistema istituzionale italiano, e così via.
Ora, noi non vogliamo atteggiarci a comportamenti di guida, tutt’altro. Però abbiamo il dovere di riportare all’attenzione della pubblica opinione le situazioni che non vanno e che, di conseguenza, portano al malfunzionamento di tutta la società.
Passione per il lavoro e motivazione: elementi fondamentali per i risultati
Ognuno di noi dovrebbe avere passione per quello che fa e avere il coraggio di impegnarsi in ciò che più piace. Questo, però, non è sempre possibile, per cui bisogna mettere impegno anche in ciò che non piace, almeno temporaneamente. È impensabile continuare a operare, nel lavoro come in altre attività, senza una motivazione emozionale. Solo mettendoci amore e passione in quello che si fa, ripetiamo, si possono ottenere risultati di ogni tipo. E sono poi i risultati che – come scriviamo spesso – valutano la qualità delle nostre attività.
Chiunque spendesse le proprie energie solo per far trascorrere il tempo e senza avere obiettivi, di fatto vanificherebbe quel bene prezioso che è la propria vita, che dev’essere animata e dinamica.
Cultura del favore e responsabilità individuale nella società
Ecco perché, in questo quadro, tutti coloro che agiscono utilizzando la cultura del favore sbagliano. Perché ciò che si fa e ciò che si riceve non dev’essere frutto di favori, bensì di scambi ragionevoli e ragionati fra attività diverse, lecite e funzionali.
Le vicende di tutti i giorni mettono in evidenza le passioni dominanti. Fra esse dovrebbe esserci quella per il proprio lavoro, perché quando essa c’è si crea un valore per la persona stessa e per la Comunità.
Spesso molte persone sono portate a criticare gli altri in modo generico, non ragionato e non obiettivo, forse per invidia, per sentito dire, per prese di posizione o semplicemente per il gusto di farlo. Inoltre, chi critica gli altri non propone soluzioni ai problemi o alle vicende che vengono loro incontro. Un comportamento egoista e inutile. Ci sarebbe, invece, bisogno di mettere insieme le proprie forze con quelle altrui, per cercare di moltiplicare i risultati, perché è vero che l’unione fa la forza.
Metodo, cultura e competenze per affrontare i problemi quotidiani
I problemi ci vengono incontro da mattina a sera, tutti i giorni di calendario. Bisogna avere una mentalità equilibrata per affrontarli e, soprattutto, essere dotati del metodo per risolverli. Invece, spesso le persone cominciano a parlare e a sproloquiare senza avere capito il nucleo del problema in questione. Questo accade per la mancanza di abitudine a riflettere prima di parlare e prima di agire.
Tale abitudine, purtroppo diffusa, si combatte con cultura, conoscenza e competenze, che aiutano a trovare soluzioni.
La scelta tra cicala e formica: concretezza e impegno nella vita
Il nostro sembra un discorso in circolo, perché man mano che si sviluppa torna sempre allo stesso punto: la capacità di ogni persona di essere tale, cioè un soggetto fatto di corpo e di mente. Essa è sovrastante la nostra testa e ci guida in base alle elaborazioni effettuate momento per momento.
Pensate che ci siamo allontanati dalla favola di Esopo, “La cicala e la formica”? A noi non sembra, perché alla fine di un qualunque processo di riflessione, si arriva sempre allo stesso punto e cioé quello di decidere che cosa si vuole essere fra i due insetti: la cicala o la formica.
Questa scelta deve uniformarsi ed essere presente nella vita di ognuno di noi, perché se ne deduce una sorta di guida per le nostre riflessioni e per i nostri comportamenti, che debbono avere come denominatore la concretezza, con un pizzico di fantasia.

