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La cura dopo la diagnosi di tumore al centro del convegno Lilt a Catania

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La cura dopo la diagnosi di tumore al centro del convegno Lilt a Catania

venerdì 24 Maggio 2019 - 00:00
La cura dopo la diagnosi di tumore al centro del convegno Lilt a Catania

A Palazzo della borsa confronto tra studiosi impegnati nel campo dell’oncologia integrata. Il rettore dell’Unict Basile ha sottolineato l’importanza della prevenzione terziaria

CATANIA – Il miglioramento dei trattamenti antitumorali e della qualità della vita dei pazienti oncologici, al centro del convegno medico “Prevenzione terziaria: percorsi di cura integrata dopo la diagnosi di tumore” promosso dalla sezione etnea della Lega italiana per la lotta contro i tumori e dall’Università di Catania, che si è svolto martedì 21 e mercoledì 22 maggio a Catania nel salone del Palazzo della Borsa.

A confronto, nella due giorni, gli studiosi impegnati nel campo dell’oncologia integrata che, in particolare, hanno discusso di prevenzione terziaria ovvero delle azioni da intraprendere dal momento in cui la malattia è già stata diagnosticata. Attenzione è stata riservata all’integrazione terapeutica con specifici nutraceutici in grado di potenziare l’efficacia dei trattamenti antitumorali, attraverso la modulazione epigenetica e del microbiota intestinale.

Hanno avviato i lavori Carlo Romano, coordinatore della Lilt per la Sicilia, e il rettore Francesco Basile. Romano ha brevemente ricordato le tappe più importanti della vita della Lilt, fondata un secolo fa a Bologna, soffermandosi in particolare sull’attività in Sicilia che vede protagonista l’associazione nella ricerca, nella diffusione della cultura della prevenzione e nel volontariato.

Basile ha parlato di prevenzione terziaria e del volontariato Lilt: “Un convegno importante e molto sentito da tutti gli operatori del settore della prevenzione e anche dalla cittadinanza – ha detto – perché la Lilt entra in contatto con il territorio per creare insieme dei percorsi comuni diagnostico-terapeutici attorno alle malattie oncologiche. Prevenzione terziaria, infatti, significa dare un seguito al trattamento della malattia supportandola da un punto di vista fisico, nutrizionale, nonché psicologico e riabilitativo. E per ottenere risultati importanti – ha concluso Basile – abbiamo bisogno di tutte le categorie professionali a supporto e la Lilt, in particolar modo la sezione etnea, in questo ambito riesce a svolgere un grande lavoro grazie anche ai tanti volontari che prestano la loro opera in modo meraviglioso”.

La lettura magistrale di Filippo Drago, direttore del dipartimento Biometec, nell’ambito della prevenzione terziaria, ha posto l’accento sui nutraceutici: “Il convegno sulla prevenzione terziaria nella terapia, nell’approccio e nella cura dei tumori rappresenta un momento importante perché interviene quando la malattia è stata già diagnosticata e, quindi, l’obiettivo è quello di ridurre le conseguenze della malattia stessa. Sul ruolo che in questa fase di prevenzione terziaria può svolgere l’uso dei nutraceutici, prodotti di origine naturale che presentano un impatto tossicologico molto ridotto e oggetto di studi scientifici, si stanno interessando numerosi centri di ricerca a livello mondiale”.

“L’uso dei nutraceutici nel mondo, infatti, è in continua crescita e molti ricercatori stanno effettuando ricerche anche perché molti pazienti ne fanno uso affiancandoli ai farmaci. Non sono però sostanze prive di tossicità – ha concluso Drago – e quindi occorre sempre un’attenta vigilanza”. Il Presidente della Commissione Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, plaudendo alla grande partecipazione all’evento, ha sottolineato la necessità dell’appropriatezza prescrittiva da parte dei medici per diminuire la spesa sanitaria.

“Le tematiche trattate nel convegno – spiega Massimo Libra (professore ordinario di Patologia generale e Direttore del Centro di ricerca Prevenzione Diagnosi Cura dei Tumori) – riguardano la prevenzione terziaria, e cioè il supporto al paziente oncologico dopo la diagnosi di tumore. In particolare si è parlato di nutraceutica, estratti di sostanze naturali, utilizzata per lenire le sofferenze legate ai trattamenti antitumorali”.

Aggiunge il presidente della Lilt Catania, Aurora Scalisi: “Con questo convegno abbiamo voluto sottolineare quanto sia importante, oggi, la prevenzione terziaria, termine che intende indicare il percorso successivo alla diagnosi e al trattamento di tumore e prevede non solo la riabilitazione fisica e psicologica, ma anche il percorso di cura integrato con nuovi probiotici e prebiotici che possono ridurre gli effetti collaterali dei farmaci antiblastici e migliorare la qualità di vita del paziente dopo la diagnosi di tumore. Questa malattia cresce in incidenza, ma cresce anche in guarigione, con i lungoviventi che rappresentano ormai oltre l’80 per cento dei pazienti”.

Nel corso del convegno è stato presentato il vincitore del Premio SIPMeT “Alfredo Bernardini”. Il riconoscimento, già assegnato dalla Società Italiana di patologia e medicina traslazionale, è andato a Luca Falzone, dottorando del Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche dell’Unict nell’ambito della ricerca svolta dalla Lilt etnea.

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