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La difesa dei valori della Costituzione è il tema del Roma Pride 2026

Lo slogan: la Repubblica è di chi la abita; il manifesto di Ellekappa

Roma, 3 apr. (askanews) – A ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, il Roma Pride 2026 “radica il proprio messaggio nei valori fondativi della Costituzione: libertà, uguaglianza, dignità e autodeterminazione. Principi nati dalla Resistenza e dalla lotta antifascista, che oggi, più che mai vanno difesi”: lo hanno affermato in un comunicato il circolo omosessuale Mario Mieli e il coordinamento del Roma Pride, di cui è portavoce Marco Colamarino, preannunciando che il tema politico della grande parata che si terrà il 20 giugno a Roma si sviluppa a partire da questa eredità.

Il Roma Pride ha annunciato inoltre con orgoglio che il manifesto ufficiale dell’edizione 2026 è stato realizzato da Ellekappa, una delle firme più autorevoli e riconoscibili della satira italiana.

LGBTQIA+ – ha ricordato il Roma Pride 2026 – continua a essere violato da discriminazioni, violenze e dal mancato riconoscimento dei diritti di chi più ne ha bisogno, in un contesto internazionale segnato dall’avanzata delle destre e da attacchi sempre più espliciti ai diritti delle persone LGBTQIA+, con un accanimento particolare verso le persone trans e non binarie, il Roma Pride chiede una “risposta politica forte e collettiva”.

“Dall’Europa al contesto globale, assistiamo a un tentativo sistematico di cancellazione, marginalizzazione e negazione dell’esistenza delle nostre comunità, come dimostrano le politiche illiberali di governi come quello di Viktor Orbán in Ungheria o di Trump negli Stati Uniti”, si legge nel testo.

In Italia – prosegue il Roma Pride – questo clima trova espressione nelle scelte del governo guidato da Giorgia Meloni, che ha più volte assunto posizioni ostili sui diritti civili: dalla negazione del riconoscimento delle famiglie omogenitoriali agli attacchi all’educazione alle differenze, fino al mancato avanzamento di misure efficaci contro le discriminazioni e per il pieno riconoscimento delle identità trans e non binarie.

“È in questo scenario che il Roma Pride rilancia con forza una visione alternativa di società: aperta, plurale, laica, intersezionale, profondamente democratica e antifascista. Una società che non esclude, non gerarchizza e non cancella, ma riconosce e valorizza le differenze come elemento costitutivo della convivenza civile e della democrazia stessa”, auspicano gli organizzatori.

Lo slogan scelto dal Coordinamento Roma Pride per il 2026 è “La Repubblica è di chi la abita”. La Repubblica non è un’entità astratta né un’identità chiusa: è uno spazio vissuto quotidianamente da chi lo abita, da chi lavora, ama, studia, migra, cresce figli e si prende cura, da chi esiste, semplicemente. È una rivendicazione politica chiara: i diritti non si concedono, si riconoscono, e devono essere garantiti a tutti, senza esclusioni.

“A ottant’anni dalla nascita della Repubblica – ha dichiarato Colamarino – sentiamo il dovere di riaffermare con forza il legame tra Costituzione e diritti reali. La nostra Carta nasce dall’antifascismo e dalla lotta contro ogni forma di oppressione: tradirne lo spirito significa accettare che una parte della popolazione resti invisibile o marginalizzata. Oggi assistiamo a un arretramento preoccupante sul piano dei diritti e delle libertà: per questo il Pride torna a essere, con ancora più determinazione, uno spazio di resistenza, proposta e visione”.

“La Repubblica è di chi la abita – ha concluso Colamarino – è uno slogan che parla di presenza e appartenenza. Le persone LGBTQIA+ abitano questo Paese, contribuiscono alla sua crescita e ne sono parte integrante. Eppure continuano a essere escluse da pieni diritti: dal matrimonio egualitario al riconoscimento delle famiglie, dalla tutela contro le discriminazioni alla libertà di autodeterminazione delle persone trans e non binarie. Questa esclusione non è più accettabile. Per questo realizzeremo una campagna di comunicazione che metterà al centro i volti, le storie e le vite delle persone della nostra comunità, restituendo concretezza a questo messaggio: la Repubblica è davvero di chi la vive ogni giorno. Una campagna che racconterà la nostra Italia reale, plurale e resistente, e che darà voce a chi troppo spesso viene invisibilizzato, trasformando lo slogan in esperienza condivisa e riconoscimento collettivo”.