Dodici arresti tra Italia e Spagna e diversi sequestri di beni. Tra cui anche una villa a Barcellona e 5 tra auto e moto. Assieme ad attività finanziarie e contanti per un valore di un milione di euro. Tra i reati contestati a vario titolo l’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Ed ancora, la detenzione di armi e il riciclaggio. Nel corso delle numerose perquisizioni effettuate nei due Paesi sono state sequestrate anche 1.670 piante di cannabis e materiali e strutture per 3 piantagioni indoor. In una prima fase, il trasporto sarebbe avvenuto su ‘gomma’, nascondendo la droga all’interno di bancali di frutta e verdura su autocarri diretti a Catania dopo la tratta di mare Barcellona-Civitavecchia.
L’operazione della Guardia di finanza
Maxi operazione antidroga “Barcellona-Express/Farfalla” condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Catania e dello S.c.i.c.o. e dagli agenti della Polizia spagnola. Con il coordinamento di Eurojust. Sei degli arresti finiti ai domiciliari sono stati eseguiti in Italia. Gli altri sei – tra questi, due in carcere – in Spagna. Tra i complici figurerebbe la compagna, R.C., 43 anni, anche lei di origini catanesi, che si sarebbe occupata delle fasi preparatorie della spedizione e lavorazione della sostanza stupefacente. Con mansioni di conta e valutazione dei quantitativi. Di controllo dell’aspetto del prodotto e di gestione degli ambienti di coltivazione. Altri tre catanesi – Dino Leocata, Giuseppe Leocata e Salvatore Storniolo, rispettivamente di 53, 52 e 47 anni, i primi due fratelli – avrebbero trasportato dall’Italia in territorio iberico i soldi ricavati dalla vendita dell’hashish nella provincia etnea. Giuseppe Leocata avrebbe curato inoltre la cessione dello stupefacente nella provincia di Catania.
Il vertice dell’organizzazione
Successivamente, le partite di stupefacente sarebbero state occultate all’interno di grossi sacchi di mangime per animali domestici. Attraverso un complicato sistema di apertura e richiusura a caldo delle sacche, in modo da ostacolare i controlli di polizia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al vertice dell’organizzazione si collocherebbe, quale promotore, organizzatore e finanziatore, Alessandro Cammarata, 46 anni. Un catanese trasferitosi a Barcellona che, con l’aiuto di persone di fiducia, avrebbe gestito sia la produzione in proprio di marijuana all’interno di immobili nella sua disponibilità. Sia l’approvvigionamento dello stupefacente da fornitori locali, organizzando i canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio per le piazze di spaccio della Sicilia orientale. Arrestato in Spagna per possesso di marijuana e destinatario della misura del divieto di espatrio. È stato individuato e arrestato a Catania dove si era recato clandestinamente qualche giorno prima.
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