È ormai prossima la festa di Purim. Le celebrazioni andranno dall’imbrunire del due marzo e proseguiranno per tutto il giorno successivo. Il nome della festa è molto significativo, giacche in ebraico la radice “pur” sta a significare sorte ed infatti si festeggia il ribaltamento di una sorte ingiusta e nefasta già decretata e la gioia per la buona sorte che porta salvezza. Per dare spazio all’allegria dello scampato pericolo si gustano ottimi cibi e si beve tanto buon vino inebriante. Durante la festività ci si veste in maschera, si mangiano dolci gustosi ed anche molto specifici ed allusivi quali “le orecchie di Aman”. Non manca il precetto di fare doni ai bisognosi. Tutti questi atteggiamenti gioviali e scherzosi, complice anche il periodo, inducono molti a ritenere che si tratti di una sorta di carnevale della tradizione ebraica.
Origine della festa di Purim nel Libro di Ester della Bibbia
In realtà si tratta di una festività religiosa che ha avuto origine in un fatto assai antico, narrato nel Libro di Ester, che fa parte della Bibbia, composto da ben dieci capitoli. Narra una storia accaduta nel quinto secolo antecedente l’era volgare, alla corte del re persiano Assuero. Per meglio ricordare questo sovrano, che la storia “incontrata” sui banchi di scuola ci ha fatto conoscere con il nome di Serse, per meglio ricordarlo, basta menzionarlo come il sovrano invasore che venne sconfitto dai greci, nel 480 a.C., nella battaglia di Salamina, che lo storico Erodoto narra esser avvenuta il 23 settembre di quell’anno. I fatti, in estrema sintesi, possono così raccontarsi.
La storia della regina Ester, Mardoccheo e del re Assuero
Viveva presso la corte di Assuero, un alto funzionario di nome Mardoccheo, che aveva condotto con sè una giovane cugina di nome Ester, fanciulla di singolare bellezza, caduta in disgrazia a causa della prematura perdita dei genitori. Presso la corte, svolgeva le sue funzioni di alto dignitario, con la stima ed il favore del sovrano, di cui godeva piena fiducia il nobile Amman. Costui era un uomo esageratamente egocentrico e superbo, che per tale sua debolezza era giunto a pretendere sottomissione e riverenza dagli altri cortigiani e persino la genuflessione di chiunque lo incontrasse. Gesto di sottomissione che Mardoccheo si rifiutava di prestare, giacchè, come gli aveva chiaramente detto, lui si inchinava solo al suo Dio.
Il re, attratto dalla giovanile bellezza aveva sposato Ester, facendola divenire sua regina, ma non sapeva che lei e il cugino erano ebrei. Il malvagio Amman, avuta notizia della appartenenza di Mardoccheo, volendo vendicarsi della mancata accondiscendenza di costui, convinse il re con una grande falsità: disse che gli ebrei che vivevano nel suo regno erano dei pessimi sudditi, perché troppo devoti al loro Dio e appassionati seguaci delle loro tradizioni, tanto da rendersi diversi da ogni altra popolazione del reame. Il re si lasciò convincere dalle parole ingannevoli del suo fidato consigliere e si determinò a decretare che venissero uccisi, alla data stabilita, tutti gli ebrei che vivevano nei suoi immensi possedimenti.
Il significato religioso di Purim: salvezza del popolo ebraico
La regina Ester, venuta a conoscenza dell’infausta notizia, temette per la sua vita e soprattutto per quella della sua gente. Dopo aver avvisato l’anziano cugino, la regina implorò l’aiuto dell’Eterno, anche con un digiuno che ancor oggi gli ebrei, per tradizione, osservano. E infrangendo la severa regola di corte secondo la quale, per nessuna ragione, si poteva comparire innanzi al sovrano senza essere interpellati, pena la morte, Ester, pur temendo le reazioni di Assuero, che peraltro avrebbe appreso in modo repentino ed in atteso e solo in quell’occasione di aver sposato una ebrea, si presentò al re per implorare la revoca del decreto di morte già pronunciato. Assuero ascoltò e comprese. Si convinse, dopo gli opportuni riscontri, che gli ebrei erano dei sudditi buoni e leali, onesti e laboriosi e che invece aveva mal riposto la sua fiducia in Amman, uomo superbo e vanaglorioso, che sfruttava la propria posizione di corte a proprio esclusivo vantaggio. Costui, sbagliando, aveva ritenuto che una minoranza è sempre facile da accusare ingiustamente e all’occasione sopprimere. Il nobile cortigiano malvagio venne immediatamente condannato a morte, perché il re saggiamente aveva compreso che gli ebrei erano stati ingiustamente accusati. Lo scampato pericolo ancor oggi viene festeggiato, quale opera di Dio, che in tutti i dieci capitoli non viene mai nominato, quasi a voler sottolineare che nella vita c’è sempre l’imprevedibile opera dell’Eterno, anche quando Questi non compare e sembra indifferente ai drammi degli uomini. Il rotolo di Ester, cioè la lunga pergamena su cui è trascritta la storia, è un oggetto liturgico, anche questo particolare serve a comprendere la differenza tra Purim e carnevale.

