La fortuna è guarire non star sempre bene - QdS

La fortuna è guarire non star sempre bene

Carlo Alberto Tregua

La fortuna è guarire non star sempre bene

giovedì 15 Ottobre 2020 - 00:00

Le persone ritengono che la salute sia un diritto, che star bene sia normale e che quindi non sia necessario alcun agire per mantenersi sani.
è la solita mentalità di chi vive in modo irresponsabile, non consapevole di come si muovono le cose e, soprattutto, non attivo nel cercare di farle andare bene.
In altri termini, vi è una grande maggioranza di persone che si comporta come se tutto dovesse avvenire in modo automatico, senza che ci si metta niente di proprio.
Vi è notevole differenza fra coloro che sanno quello che fanno e come lo fanno e coloro che invece subiscono eventi e comportamenti altrui, come se fossero vagoni di coda.
La questione che rimarchiamo non è di poco conto perché, vedendola in tutta evidenza, comporta una responsabilità per chi fa informazione e docenza, che consiste nel far vedere alle persone passive quale sia la realtà e come bisogna comportarsi per diventare attive. Dunque, una responsabilità per chi sa nei confronti di chi non sa.

La gente si lamenta quando è colpita da una malattia, anche improvvisa, e impreca contro il destino cinico e baro. Non si rende conto che la fragilità umana è soggetta a malattie di vario tipo, in quanto rientra nell’altalena fra lo star bene e lo star male.
La conseguenza di questo fatto, reale e non supposto, è che, quando ci si ammala, non bisogna mai scoraggiarsi, ma guardare con ottimismo il percorso che porta alla guarigione. Sì, perché con i progressi della medicina e dei protocolli, nonché con le maggiori capacità del ceto medico e infermieristico, le probabilità di guarire sono fortemente aumentate in questo ultimo mezzo secolo.
Addirittura, malattie gravi e gravissime come quelle centinaia che sinteticamente si definiscono cancerogene, al 70/80% si risolvono positivamente.
Però, nonostante questa prospettiva, le persone si lamentano della malattia stessa che li ha colpiti e delle eventuali sofferenze che comporta il percorso di guarigione. Mentre dovrebbero avere una mentalità positiva pensando che essere oggetto di malattia è un fatto normale che rientra nella natura umana e che, però, essa è risolvibile, pur penando.
La gente non vuole più soffrire, vorrebbe sempre star bene, divertirsi, non fare sacrifici, ma avere disponibilità finanziarie, spendere. Insomma una sorta di Bengodi, ove tutto è bello e niente è brutto.
Ma questa non è la realtà né la verità. Per cui gli adulti dovrebbero dare l’esempio ai giovani con il loro comportamento realistico, spiegando loro come stanno le cose e non facendo riferimento a situazioni irreali e fumose.
Star bene, quindi, non è un diritto, ma una condizione positiva rispetto allo star male. Non bisogna esaltarsi della propria buona salute, né deprimersi quando si è sottoposti a periodi negativi. Insomma, condurre la propria vita in una condizione di equilibrio mentale, poggiato sul realismo, e soprattutto adottando quei comportamenti positivi trainati dal modo di pensare che dev’essere anch’esso positivo.
Non è scientificamente provato completamente, ma sembra che “la testa tira il corpo”.

Che significa? Significa che quando la mente funziona molto bene, a prescindere dallo stato fisico, contribuisce a mantenere il corpo in buone condizioni, forse perché alimenta il sistema immunitario, perché lo fa girare più in fretta e forse perché gli altri undici sistemi che sono nel corpo umano funzionano meglio se la mente è positiva.
La mente, ecco il luogo immateriale, perché non fa parte del corpo. Tuttavia, in questo ambiente si condensano sensazioni, impressioni, modi di vedere e si elaborano comportamenti e prospettive.
Solo chi fa funzionare bene la mente, che governa il cervello (secondo Socrate), capisce bene come stanno le cose e le affronta in maniera adeguata.
è noto anche che per star bene fisicamente bisogna star bene psichicamente, quindi occorre una sorta di allenamento per tenere sempre la mente sveglia, in esercizio e perfettamente funzionante, senza di che il corpo ne risente e la nostra vita diventa piatta.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684