Pigrizia, malavoglia, disinteresse per la conoscenza, stupidità, ignoranza: sono alcuni elementi di ciò che chiamiamo “mummificazione del cervello”, sintomo della decadenza di un numero crescente di persone. Non tutte, ma una maggioranza, che diventa così sempre più preda dei furbi, dei blablatori e di tutti quelli e quelle che, perseguendo il proprio interesse, lo fanno sembrare l’interesse generale.
Il peggio del quadro descritto è che la gente non si accorge di questo andamento e del conseguente degrado, anzi, potendo accedere a quei diabolici apparecchi che sono gli smartphone, ha l’impressione di sapere tutto. Grave conseguenza di tale impressione è che nessuno si pone la questione di memorizzare quanto apprende, perché tanto qualunque cosa voglia sapere la può ritrovare sullo smartphone.
Forse non ci si rende conto del male che causa il suo cattivo uso (usato bene, invece, è positivo). Tuttavia, il dilagare dell’ignoranza anche per questa causa è un fatto constatabile, con le gravi conseguenze sottodescritte.
Disinteresse verso le istituzioni e superficialità: le conseguenze sociali dell’ignoranza dilagante
Il disinteresse della gente verso la Comunità e soprattutto verso il comportamento delle istituzioni nazionali, regionali e locali, reca nocumento al buon funzionamento della Società, anche perché viene meno l’interesse generale, sottomesso a quello particolare; mentre dovrebbe accadere il contrario.
Ulteriore conseguenza da non sottovalutare è il disinteresse di molta gente alla lettura di giornali di carta e libri. Infatti, tale lettura comporta attenzione e impegno, mentre tutto oggi funziona sulla base della superficialità perché approfondire, capire fatti e circostanze, aumentare il proprio sapere, costa fatica. Ed è appunto un’ulteriore carenza delle generazioni attuali: voler faticare sempre di meno, come se si vivesse nel Bengodi.
Vi è un’altra questione che vogliamo sottoporvi e cioè che la classe dirigente del Paese, di tutti i livelli, viene meno ai propri compiti principali: la guida dei cittadini e l’esempio da dare con comportamenti lineari e luminosi, consistenti nel rispetto di tutti i principi etici, che dovrebbero guidare le azioni di tutti.
Hoepli in liquidazione e giornali di carta in crisi: i segnali di un’Italia che non legge più
Purtroppo, abbiamo avuto notizia del “funerale” di un’importante casa editrice, Hoepli, che ha dichiarato la volontaria liquidazione probabilmente perché il conto economico non riesce più a essere equilibrato. Conseguenza è che tutto il personale viene licenziato e viene meno un faro della cultura italiana. Ciò perché, appunto, molti cittadini non leggono più libri e quindi non li comprano.
Perché la gente dovrebbe leggere i quotidiani di carta e non quelli digitali? Perché questi ultimi rappresentano una lettura troppo rapida per immagazzinare le informazioni. Tra l’altro, la lettura sugli schermi digitali si memorizza peggio e la questione è tutta qui: introiettare in quella meravigliosa macchina che è il nostro cervello, informazioni in modo ordinato, così da essere disponibili quando servono.
Inoltre, i giornali di carta ormai spingono la loro foliazione sugli approfondimenti, per cui chi li legge capisce fatti e circostanze e si forma un’opinione adeguata sulla situazione corrente.
Etica, egoismo e guerre: solo l’opinione pubblica mondiale può demummificare i cervelli
Si scriveva che la classe dirigente ha il compito di fare crescere i cittadini, di aiutarli a capire come sia indispensabile l’esercizio della propria macchina cerebrale continuamente, perché solo essa ci permette di comprendere ciò che accade e comportarci di conseguenza; solo essa ci dà la strada indicata dalle regole etiche di tutti i tempi, basate sul rispetto verso i terzi. Per cui nessuno, ma proprio nessuno, dovrebbe effettuare alcuna azione a danno degli altri.
L’inquinamento ambientale provocato dai supericchi e dalle multinazionali; lo sfruttamento delle persone nei Paesi in via di sviluppo per produrre beni utilizzati nei Paesi occidentali; le diverse guerre in atto: tutto ciò indica esattamente il contrario di quanto scritto sopra, perché sono azioni frutto di egoismi e di interessi privati, contro quelli generali, soprattutto di interessi economici.
Solo l’Opinione pubblica mondiale potrà riuscire a far capire che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, ma per far questo bisogna “demummificare i cervelli”.

