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La Regione aggiorna il piano antincendio: spazio a sensori, termocamere e droni. “Puntare sulla prevenzione”

La Regione aggiorna il piano antincendio: spazio a sensori, termocamere e droni. “Puntare sulla prevenzione”

L’approssimarsi della primavera in Sicilia mette in moto anche i discorsi che ruotano attorno alla campagna antincendio. Il 2026 si prospetta come un anno in cui novità e punti fermi si mescoleranno.

La speranza del governo Schifani è quella di riuscire ad arginare al meglio il fenomeno dei roghi dolosi. Nel recente passato i risultati su questo fronte sono dipesi molto anche dalla sorte meteorologica. L’obiettivo è quello di tracciare una strada che possa consentire di governare un’emergenza la cui origine a oggi non è attribuibile, nonostante le tante ipotesi messe in campo, ad altro che all’inciviltà e all’incuria. Nei giorni scorsi la giunta ha approvato un aggiornamento al piano dell’antincendio boschivo, facendo il punto sui progetti in campo per migliorare il sistema.

Sicily Cyber Security


La Regione quest’anno potrà contare su un contributo maggiore da parte degli stagionali, dopo che il governo a fine 2025 ha approvato l’aumento di giornate degli operai.

In campo ci sono però progetti che puntano a implementare nuove tecnologie di controllo per cercare di prevenire le azioni dei piromani.

L’iniziativa più importante è quella che è stata ribattezzata Sicily Cyber Security. Finanziata con fondi Fesr 2014.2020, poi riformulata sul Poc Legalità, interessa sia le aree rurali che alcune zone industriali.

Nel primo caso l’obiettivo è quello di sviluppare sistemi di monitoraggio ambientale a supporto delle attività del Corpo forestale. Il progetto è articolato in cinque fasi, la prima delle quali è consistita nell’allestimento della sala operativa unificata regionale, che ha previsto la cooperazione nello stesso stazio dei tecnici del Corpo forestale e quelli della Protezione civile.

La volontà è quella di unificare i flussi informativi e le procedure in modo da migliorare la gestione delle criticità. In tal senso, la macchina dell’antincendio siciliana sarà dotata di una nuova piattaforma, fornita da Leonardo spa, in grado di incrociare i dati provenienti dalle due piattaforme usate da Corpo forestale e Protezione civile.
“L’apporto tecnologico innestato sull’organizzazione vigente si concretizza, principalmente, nell’utilizzo della nuova piattaforma integrata X2030, progettata secondo gli ultimi standard informatici, in grado perciò di connettere i flussi dati provenienti dalle piattaforme esistenti che comunque continueranno ad essere utilizzate”.


Obiettivo prevenzione

Nei piani della Regione c’è l’installazione di termocamere, sensori capaci di rilevare i primi segnali dei roghi o la presenza delle condizioni più critiche – temperatura, umidità, fumo, velocità del vento – che possano favorire la propagazione delle fiamme e utilizzare analisi satellitare.
In programma c’è anche il potenziamento della flotta di droni che sono impiegati per la misurazione dei terreni bruciati.
“L’integrazione del progetto Sicily Cyber Security e della piattaforma X2030 con Astuto e il Sistema informativo forestale, consentirà inoltre – si legge – la valorizzazione delle banche dati storiche, specie quelle relative alle aree percorse dal fuoco, utili alla redazione del catasto incendi da parte dei Comuni; l’individuazione e l’aggiornamento delle aree prioritarie di intervento sulla base di analisi statistiche e cartografiche; il passaggio da un modello di rilevamento ex post a un modello di previsione e prevenzione attiva; il rafforzamento della cooperazione tra Corpo forestale e Protezione civile quale presidio unitario di sicurezza e legalità”.



Gli interventi pilota


Nel corso del 2025 la Regione ha avviato due interventi pilota per testare da un lato le nuove torrette di avvistamento attrezzate di termocamere e dall’altra i sensori tecnologici. “Si prevede di installare 12 torrette elettroniche con visibilità a 12, 5 o 5,5 km e circa seimila sensori ubicati in 15 aree di interesse”, si legge nel piano. Nel primo caso, la tecnologia è stata provata nella sede del Comando del Corpo forestale. “La videocamera avente un raggio di circa 5,5 chilometri è stata posta sul terrazzo, in quanto lo stesso gode di un’ottima visibilità sui monti che circondano Palermo, da Pizzo Manolfo a Inserra, fino alle propaggini di Bellolampo a est, mentre a ovest si trova proprio di fronte il Monte Pellegrino”. Per quanto riguarda i sensori, le potenzialità sono state testate in contrada Sciarone, nel territorio di Randazzo.



Gli elicotteri


La prossima campagna antincendio si avvarrà, come da tradizione, della flotta di elicotteri. Il 2026 è il secondo e ultimo anno del contratto stipulato con le imprese E+S Air ed Helixcom. “È strutturato secondo la seguente tipologia e configurazione di massima: due elicotteri, nel periodo 1 gennaio-31 dicembre, per complessive 360 ore volo annuo; quattro elicotteri, nel periodo 1 maggio-14 ottobre di ogni anno di vigenza del contratto e quattro elicotteri, da impegnare nel periodo 16 giugno-30 settembre, per complessive 1120 ore volo annue”, si legge nella relazione.

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