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La Sicilia non è una regione di Comuni virtuosi, solo nove gli Enti nel club dei migliori d’Italia

Oriana Gionfriddo

La Sicilia non è una regione di Comuni virtuosi, solo nove gli Enti nel club dei migliori d’Italia

sabato 16 Novembre 2019 - 00:00
La Sicilia non è una regione di Comuni virtuosi, solo nove gli Enti nel club dei migliori d’Italia

Mancano servizi innovativi, politiche di sviluppo all’insegna di strategie green e buone pratiche amministrative

PALERMO – Se l’Italia dovesse essere, un giorno, un Paese sostenibile il merito non sarà certo della Sicilia e sicuramente neanche del Mezzogiorno. Una conclusione amara, dettata da uno studio della cartina dell’Italia in termini di numero di adesioni all’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi, dal quale si evince un ritardo notevole del Sud.

Il sodalizio in questione è stato fondato nel 2005, nella sala consiliare di Vezzano Ligure (La Spezia), su iniziativa di quattro Comuni: Monsano (Ancona), Colorno (Parma), Vezzano Ligure e Melpignano (Lecce). Un asse trasversale da Nord a Sud che nel giro di pochi anni ha raccolto numerose adesioni a livello nazionale “a favore di un’armoniosa e sostenibile gestione dei propri territori, diffondendo verso i cittadini nuove consapevolezze e stili di vita all’insegna della sostenibilità, sperimentando buone pratiche attraverso l’attuazione di progetti concreti, ed economicamente vantaggiosi, legati alla gestione del territorio, all’efficienza e al risparmio energetico, a nuovi stili di vita e alla partecipazione attiva dei cittadini”.

Insomma, una rete nata per condividere progetti nel segno della sostenibilità ambientale ed economica, che è riuscita a coinvolgere numerose realtà (a livello nazionale sono 238 i Comuni entrati a far parte dell’Associazione), ma che in alcune parti d’Italia ha avuto più successo che altrove. E anche in questo frangente, purtroppo, la Sicilia è rimasta indietro.

Per quanto riguarda l’Isola, infatti, non ci sono novità rispetto all’ultima analisi condotta dal Quotidiano di Sicilia (circa dieci mesi fa): a oggi nessun nuovo Ente ha aderito all’associazione, per cui i Comuni virtuosi siciliani erano e rimangono nove: Lampedusa e Linosa (Agrigento), Aci Bonaccorsi (Catania), Regalbuto e Troina (Enna), Santa Teresa di Riva (Messina), Collesano (Palermo), Ferla e Solarino (Siracusa) e Petrosino (Trapani).

I Municipi dell’Isola, insomma, faticano a ragionare in ottica green e sostenibile. Per aderire all’Associazione, infatti, i Comuni devono avere già in cantiere i progetti relativamente alle cinque linee di intervento: gestione del territorio, impronta ecologica della macchina comunale, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita. Far parte dell’Associazione dei Comuni virtuosi, dunque, significa non soltanto aver dato vita a una nuova comunità, sostenibile e consapevole, ma anche avere un “certificato di garanzia”, accettando un impegno nel rispettare gli standard imposti dal sodalizio e, se possibile, migliorare le buone pratiche già messe in campo.

In questa situazione stagnante riferita alla Sicilia, c’è comunque una nota positiva: essa è legata alla tredicesima edizione del Premio Comuni virtuosi, promosso dall’Associazione omonima con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, di Ispra, Borghi autentici d’Italia, Agenda 21 Italia, Avviso Pubblico e Amodo (Alleanza mobilità dolce). Scopo del riconoscimento è “divulgare le esperienze virtuose, i progetti concreti, le iniziative realizzate a favore dell’ambiente e delle comunità locali”. In tutto, i progetti presentati sono stati trecento, di cui 76 sono arrivati in finale. Anche se è stata confermata la tendenza dello scorso anno nella buona partecipazione di alcune città capoluogo di provincia (Bergamo, Bologna, Brescia, La Spezia, Mantova, Parma, Perugia, Piacenza, Prato), bisogna dire che la Sicilia si è difesa bene. Sono infatti ben cinque (su nove, ricordiamo) i Comuni siciliani con i progetti approdati in finale: due della provincia di Siracusa, e cioè Ferla e Lentini, due della provincia di Messina, Oliveri e Santa Teresa di Riva, e infine Petrosino, piccolo centro appartenente al territorio trapanese.

Il Comune vincitore potrà ospitare gratuitamente nel proprio territorio il monologo teatrale “Evoluzione. Riflessioni postume di un Australopiteco”. Inoltre, i “Comuni Bike friendly” riceveranno in premio due biciclette trasformate in opere d’arte contemporanea. E chissà che tra questi non ci sia anche qualche piccola, ma splendida, eccellenza siciliana.

Adesso la parola passa alla giuria. Mentre alla Sicilia e ai suoi amministratori non rimane che riflettere e prendere esempio da quelle realtà che hanno trasformato piccoli Enti in Comuni virtuosi.

Il sindaco di Ferla, Michelngelo Giansiracusa
“Qualcosa si sta già muovendo”

FERLA (SR) – “In Sicilia i Comuni virtuosi ci sono, eccome”. Esordisce così il sindaco Michelangelo Giansiracusa, commentando l’evoluzione che l’Isola negli ultimi mesi sta subendo in termini di sostenibilità e riciclo. Eppure, come già detto, il divario tra Nord e Sud esiste, ma “c’è una sensibilità spiccata verso alcune sensibilità che l’Associazione dei Comuni virtuosi promuove a livello nazionale”, sottolinea ancora il primo cittadino di Ferla.

“Io – ha aggiunto – guarderei al bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto, perché qualcosa si sta muovendo. Se parliamo di tempi posso dire sì, forse ci vuole ancora un po’, ma esattamente come qualche anno fa parlare di raccolta differenziata in Sicilia sembrava un tabù, mentre oggi è una pratica consolidata in molte realtà, anche i temi della sostenibilità apparentemente lontani domani saranno concreti”.

Giansiracusa ha poi dedicato qualche battuta al Premio assegnato dall’Associazione dei Comuni virtuosi e, parlando a nome della comunità, ha affermato: “Per noi è stimolante confrontarci con altre realtà piccole, ma che hanno ben avviato tutta una serie di pratiche in termini di efficientamento energetico, turismo sostenibile, mobilità sostenibile e altro ancora”.

E non è tutto. Ferla, infatti, spinge per la promozione di un intero stile di vita: quello detto dello slow living, che consiste nel rallentare la vita, prendersi i propri spazi e i propri temi in una condizione di salubrità complessiva.

Saverio Bosco, primo cittadino di Lentini
Orgoglioso dei risultati raggiunti

LENTINI (SR) – Orgoglioso del risultato ottenuto nella graduatoria per il Premio Comuni virtuosi è il sindaco di Lentini, Saverio Bosco, il quale sottolinea l’importanza di “essere arrivati in finale come unico Comune di grandezza media del siracusano”.

Il progetto, arrivato in finale tra i 76 in gara, si chiama “Urban safety, Lentini Sicura” e prevede l’installazione di telecamere per viabilità e sicurezza, la collocazione di defibrillatori da strada, la realizzazione di tre chilometri di pista ciclabile, la posa di colonnine per la mobilità elettrica su bicicletta, la creazione di varchi elettronici per il controllo della Zona a traffico limitato di via Garibaldi e attraversamenti pedonali più sicuri.

Il progetto di Lentini è stato accolto pur non essendo, l’Ente del siracusano, tra gli Enti che aderiscono all’associazione Comuni virtuosi. Ma quando chiediamo al sindaco cosa manchi a Lentini per entrare nella cerchia dei Municipi migliori d’Italia, lui evidenzia la necessità di migliorare “la poca consapevolezza dei cittadini”, soprattutto in merito alle tematiche ambientali e alle pratiche di sviluppo sostenibili.

Il primo cittadino, però, tiene a sottolineare quanto già fatto dall’Amministrazione. Sotto la Giunta Bosco, infatti, la raccolta differenziata ha subito un forte incremento e tra le iniziative messe in campo dall’Esecutivo spicca la realizzazione di un Ecoparcogiochi realizzato in piazza Michelangelo, dove all’interno si trovano l’ecocompattatore, l’erogatore di acqua microfiltrata per osmosi, la pensilina fotovoltaica per la ricarica delle macchine elettriche e altre piccole grandi rivoluzioni per la città di Lentini.

Un primo passo per diventare virtuosi. Ma d’altronde, da qualche parte bisogna pur iniziare…

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