Roma, 13 apr. (askanews) – La Sicilia è la seconda meta enogastronomica d’Italia dopo la Toscana ed è tra le mete più richieste nei principali mercati internazionali, con livelli di interesse superiori al 60% tra i turisti francesi e statunitensi. La crescente domanda di esperienze autentiche legate ai territori del vino, dall’Etna alle grandi aree vitivinicole dell’Isola, conferma il ruolo della Sicilia come destinazione sempre più riconosciuta e competitiva. Anche il potenziamento dei collegamenti internazionali, come i voli diretti tra la Sicilia e New York City, può contribuire ad ampliare i flussi turistici di qualità e generare nuove occasioni di sviluppo per le imprese locali.
È quanto emerso oggi al Vinitaly nel corso del confronto tra Luca Sammartino, assessore per l’Agricoltura, lo Sviluppo rurale e la Pesca mediterranea della Regione Siciliana all’interno del panel promosso dalla Regione Siciliana. Il turismo legato al vino e all’enogastronomia è oggi uno dei segmenti a più alto potenziale a livello globale, con un valore destinato a superare i 40 miliardi di euro entro il 2030.
Accanto alla spinta del turismo, il confronto ha evidenziato il percorso avviato dalla Regione per rafforzare il sistema agricolo attraverso riforme, investimenti infrastrutturali e una rinnovata capacità di utilizzo delle risorse europee. Uno dei risultati più rilevanti riguarda proprio la spesa: la Sicilia ha raggiunto il target del PSR, utilizzando il 99,92% delle risorse disponibili, un livello tra i più elevati a livello nazionale.
Sul fronte infrastrutturale, Sammartino ha evidenziato il rafforzamento degli investimenti sulle reti irrigue, con 63 progetti finanziati per un valore complessivo di circa 391 milioni di euro attraverso un mix di risorse nazionali ed europee. Un passaggio fondamentale verso l’ammodernamento del sistema e una maggiore resilienza del comparto agricolo, soprattutto in un contesto segnato dagli effetti della siccità. Nel corso dell’intervento è stato affrontato anche il tema dei progetti inizialmente non finanziati dal PNRR. Negli ultimi anni, e in particolare nella fase finale del programma, si è registrata inoltre un’accelerazione significativa: oltre il 40% delle risorse è stato speso negli ultimi tre anni, con un ritmo di avanzamento superiore rispetto al periodo precedente.
“Competitività e attrattività del territorio sono un connubio imprescindibile per lo sviluppo della Sicilia. In questi anni abbiamo puntato sugli investimenti per rinnovare il sistema siciliano e dare nuova linfa al comparto agricolo. E non solo. Un grande risultato riguarda i target di spesa del Psr, abbiamo utilizzato il 99,92% delle risorse disponibili invertendo la rotta. L’enoturismo è una scommessa che abbiamo accettato e nella quale ci stiamo scommettendo”, ha concluso Sammartino.

