La Terra, ovvero questa sconosciuta - QdS

La Terra, ovvero questa sconosciuta

Carlo Alberto Tregua

La Terra, ovvero questa sconosciuta

martedì 18 Maggio 2021 - 00:00

Convertire CO2 in energia

Tolomeo, che visse in Egitto nel secondo secolo dopo Cristo, affermava che la Terra fosse una sfera, ma la considerava una grande pianura che aveva come confini il cielo. Fu un grande scienziato, l’inventore della geografia moderna.

Dopo la rivoluzione galileiana, eppur si muove, si sono fatti in tantissimi secoli progressi enormi. Poi, da qualche decina d’anni, i Paesi più avanzati hanno cominciato a scrutare l’Universo per carpirne i segreti.

L’ultima missione su Marte, ove è già approdato il rover Perseverance, è l’inizio di una meravigliosa esplorazione che tenta di portare alla luce i segreti di quel pianeta, ove, sembra, che qualche miliardo di anni fa vi sia stata la vita poiché c’era l’acqua. Infatti, senza acqua non c’è vita.
La prossima missione su Marte consentirà di portare sul pianeta altre macchine prodigiose, che procederanno ai sondaggi nel terreno e poi a trasportare il materiale raccolto e racchiuso in appositi cilindri qui sul nostro pianeta, ove saranno esaminati.

La Terra è conosciuta da una minoranza di scienziati e sconosciuta dalla stragrande maggioranza dei suoi abitanti. Essa è composta dalla crosta, dal mantello e dal nucleo. Ha una circonferenza di quarantamila chilometri e un diametro intorno a tredicimila chilometri.

Gli scienziati cercano di capire cosa vi sia al di fuori del nostro globo, ma sconoscono l’interno di esso. Infatti, seppure abbiano misurato che dalla superficie al nucleo vi siano 6.341 chilometri, la galleria più profonda scavata fino a oggi è di appena dodici chilometri (pozzo di Kola). Quindi si conosce ciò che vi è a questa modesta profondità, ma poco di quello che c’è molto più in giù.

Al centro della Terra la temperatura è di qualche migliaio di gradi. Per fortuna, via via che si sale in superficie, essa si raffredda e quindi consente all’umanità di vivere sulla crosta avente una temperatura oscillante fra i meno ottanta gradi e i più sessanta gradi.

Sulla crosta vi è inoltre una protezione portata dall’atmosfera, la quale filtra fortemente i raggi del sole, immobile là da miliardi di anni, che emana una temperatura di oltre mille gradi, ma, appunto, quando tali raggi arrivano qui, riscaldano senza bruciare gli esseri viventi (umani, animali, vegetali).
Quanto precede è ampiamente illustrato nella Rete digitale, ma pochi, purtroppo, sono affamati di queste conoscenze e, comunque, quando approdano a qualche sito illustrativo, si limitano ad apprendere qualche spicchio d’informazione, tralasciando la possibilità dell’interconnessione fra ciò che si apprende per cercare di capirne il senso complessivo.

Questo accade perché bisogna saper leggere e soprattutto connettere, l’informazione globale. Chi manca dei requisiti per mettere insieme ciò che apprende, di fatto inserisce nella propria mente tanti punti senza che essi siano collegati e amalgamati in una retta.

La conseguenza è che l’ignoranza nell’umanità rimane tale in quanto le informazioni diffuse di per sé non fanno conoscenza e neanche competenza. Così sono nati tanti saputelli che blaterano senza cognizione di causa.

La Terra, questa sconosciuta. Ma questo fatto non impedisce agli umani di danneggiarla con i propri comportamenti sconsiderati, che hanno soprattutto un nome: inquinamento da anidride carbonica, ossia da CO2.
I conseguenti squilibri sono sotto gli occhi di tutti e non sappiamo se il buonsenso prevarrà per riuscire a modificare fortemente queste cattive abitudini, da qui al 2050. Oppure, per chi ci sarà, la fine di questo secolo vedrà disastrose conseguenze.

Lo sviluppo economico e sociale è fondamentale e l’energia è un pilastro sostanziale dello stesso. Dunque, non si deve combattere l’energia, ma il fatto che la parte di essa che non si consuma e che va a inquinare debba essere a sua volta convertita in energia, in quella che si chiama economia circolare. Come? Convertendo la parte inquinante del ciclo energetico, cioé la CO2, in energia da utilizzare.

È vero che vi sono parecchi centri di ricerca che stanno lavorando su questo processo, ma occorrerebbero massicci investimenti per accelerarlo. Ci auguriamo che presto esso sarà fortemente alimentato.

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