PALERMO – La Vardera corre verso le prossime regionali, senza aspettare l’ultimo momento per costruire una proposta alternativa cui i siciliani possano interessarsi ed eventualmente “affezionarsi” fino alle urne. L’annuncio di candidatura alla Presidenza della Regione siciliana, fatta sabato, ha dato il via a una serie di reazioni cui il leader di Controcorrente risponde adesso dalle nostre pagine.
La Vardera rompe gli indugi e si candida alla presidenza della Regione; è cambiato qualcosa nel cosiddetto campo progressista?
“Mi viene da rispondere cosa non è cambiato. La solfa è sempre la stessa: si attendono gli ultimi due mesi, si fanno tatticismi e poi arriva il classico candidato imposto dalle segreterie romane. I siciliani hanno il diritto di potersi scegliere il proprio candidato, all’interno di una coalizione alternativa, credibile, con delle figure che sono sul territorio e che non vengono calate dal cielo. Quindi questo è ciò che ho sostanzialmente fatto. Ho lanciato una sfida concreta, fatta di idee, di proposte. Questo è quanto abbiamo fatto il 14 febbraio. Attendiamo che le segreterie nazionali possano comprendere che ormai in Sicilia, che piaccia o meno, c’è un movimento siciliano che vuole rappresentare i siciliani”.
Tra i progressisti c’è chi ha ben accolto l’annuncio e chi no, in particolare nel Partito democratico; la candidatura di La Vardera rompe gli schemi e anche i partiti?
“Sicuramente la presenza di tutti i partiti tranne il Pd, è una prova del fatto che oggettivamente c’è un’apertura, anche di intenti, rispetto alle altre forze politiche. Peccato che il Partito democratico, nella persona del suo segretario regionale, abbia perso un’occasione per includere e non per escludere”.
Anthony Barbagallo lamenta che Controcorrente ha abbandonato il tavolo per le amministrative; l’accordo per i Comuni era una conditio sine qua non per una coalizione con Controcorrente?
“Assolutamente no. Non abbiamo mai parlato di accordo di Comuni. Abbiamo piuttosto parlato di una condivisione complessiva e generale, che non c’è mai stata. Io ho lanciato un appello alle primarie, che è l’anima del Partito democratico, ma quell’appello non ha mai ricevuto alcuna risposta. Quindi, semmai, non sono io che in qualche modo ho spaccato quel tavolo ma mi permetto di dire che è quel tavolo che deve riprendere la bussola tra le mani”.
Cateno De Luca ha detto che questa volta non intende correre da solo per le regionali; questo fa di Sud chiama Nord un possibile alleato per le regionali?
“Non mi occupo delle scelte che fa Cateno De Luca. Ho fatto una scelta, in tempi non sospetti e mi prendevano per pazzo, di lasciare quel movimento per divergenze operative complesse. Ho più volte detto che auguro la migliore fortuna a Cateno De Luca ma non è nelle priorità di Controcorrente occuparsi delle cose di cui si occupa lui”.
Di Paola suggerisce di mettere davanti programma e squadra di governo, soltanto dopo il candidato per guidarlo; significa dialogo aperto ma solo se lei rinuncia alla candidatura?
“Intanto, a Di Paola va riconosciuto che è venuto sabato all’evento, che ha ascoltato e che certamente ha visto che dietro Controcorrente c’è una squadra che ha un programma ben definito, con personalità di ampio respiro, gente che non vive di politica e che ha voglia di cambiarla la Sicilia. Quindi, io ho messo a disposizione la mia candidatura nel cosiddetto campo largo, alternativo, chiamatelo come volete. Questo campo alternativo, o campo largo, avrà l’intuizione di comprendere che la mia candidatura non è semplicemente la velleità di un ragazzo che vuole gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma che va ben oltre ed è una richiesta di una Sicilia che ha bisogno di un cambiamento? Io porto in dote un movimento che nel giro di un anno già rappresenta un pezzo di Sicilia e soprattutto di quei siciliani che non vanno al voto. Questa cosa il campo largo l’ha compresa. Trovatemi un altro candidato che è in grado di portare di nuovo alle urne quanti ormai nella politica non credevano più”.
Secondo il segretario regionale della Lega, Nino Germanà, in Sicilia l’opposizione è “inesistente”; è davvero così?
“Mi permetto di dire che forse Germanà dovrebbe guardare in casa sua e rendersi conto che è la Lega che è inesistente. Lo è a livello nazionale, con il sorpasso di Avs, e lo è a livello regionale. Onestamente ho altre cose più importanti di cui occuparmi che delle dichiarazioni di Nino Germanà”.
Schifani è in quotidiana difficoltà in Parlamento per alcuni suoi stessi alleati; non crede che una candidatura non condivisa possa rischiare la stessa condizione all’Ars in caso di successo alle urne?
“No, perché Schifani non ha la caratura morale, mi permetto di dire, e politica per potere gestire una compagine di governo. Io non mi candido come un uomo solo al comando, a differenza di Renato Schifani. Mi candido consapevole della necessità di una squadra, che certamente una volta vinto bisogna che possa essere messa nelle condizioni di agibilità al governo, e questo è un altro tema. Chiaro che noi stiamo lavorando a una squadra che possa non solo vincere le elezioni ma poi governarla la Sicilia. Perché una cosa è vincere le elezioni, altra cosa è poi governarla”.
Controcorrente sembra voler mettere insieme forze politiche che stentano ad andare d’accordo, come Azione ed Avs; ci sono forzature in questo percorso?
“Controcorrente ha la forza di mettere insieme forze politiche che a livello nazionale nemmeno si parlano, perché ovviamente il progetto civico deve stare al centro di questa nuova compagine politica. Controcorrente è un movimento che pone delle domande e delle riflessioni al cosiddetto campo largo, e mette in crisi i partiti tradizionali perché parla di temi, parla di concretezze. Attorno a quelli non ci possono essere divisioni. Per questo rilancio attraverso il vostro giornale un appello a tutte le forze politiche che non si rivedono nell’attuale governo e che vogliono costruire. Io mi sono messo a disposizione, qualcun altro si faccia avanti”.

