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La Xylella arriva sul Gargano, Confagri Foggia: intervenire subito

La Xylella arriva sul Gargano, Confagri Foggia: intervenire subito

Trovati ulivi infetti nella zona di Cagnano Varano

Roma, 9 ott. (askanews) – Primi casi di Xylella fastidiosa sul Gargano, con il ritrovamento di alcuni ulivi malati nella zona di Cagnano Varano. Un allerta per l’agricoltura della Capitanata che “non può permettersi ulteriori problemi, per questo è fondamentale che tutti facciano la propria parte con impegno e senso di responsabilità”. Così Filippo Schiavone, presidente di Confagricoltura Foggia e componente della Giunta nazionale dell’organizzazione.

Per l’associazione di categoria si deve immediatamente circoscrivere e monitorare l’area interessata, facendo tutto quello che è necessario per fermare l’avanzata dell’insetto vettore, a partire dall’espianto degli ulivi infetti, creando una zona cuscinetto.

L’appello ad agricoltori, Enti Territoriali e alla Regione per mettere in campo “azioni congiunte per assicurare una accorta gestione del suolo e delle infestanti. Bisognerà intervenire sui terreni demaniali, le strade, i campi abbandonati, pulendoli per non creare rifugi per la sputacchina che è il batterio responsabile dell’infezione”. L’olivicoltura pugliese, dopo i gravi danni del batterio nel sud della Puglia, ha nel Gargano il suo principale bacino di coltivazione.

“Abbiamo già perso significative quote di produzione di olio e la nostra agricoltura non può permettersi di lasciare altre quote di mercato ad altri Paesi. Anche perché le risorse messe a disposizione delle aziende in questi anni per provare a rilanciare il settore si sono dimostrate ampiamente insufficienti – conclude Schiavone – Tra l’altro gli ulivi rappresentano un patrimonio paesaggistico fondamentale per il Gargano che ricordiamo è area protetta. Come associazione di categoria non siamo abituati a drammatizzare le situazioni ma non possiamo minimizzare il pericolo. Per questo invitiamo gli organi preposti ad aprire subito un tavolo di lavoro per mettere in campo azioni condivise utili a fermare l’infezione”.