La salute delle acque del lago di Pergusa è buona ma la riserva naturale fronteggia la crisi climatica. La siccità è una condizione sotto gli occhi di tutti. E convive con una certa pressione antropica, ossia le modifiche apportate dall’uomo nelle aree limitrofe nelle quali sono presenti un villaggio, degli impianti sportivi e il celebre autodromo.
I recenti controlli effettuati da Goletta dei Laghi di Legambiente hanno certificato infatti la qualità delle acque del lago che si trova nella riserva naturale speciale (una delle due nell’Isola, l’altra è la riserva naturale speciale biologica Macchia Foresta del Fiume Irminio a Ragusa) ma anche un problema di siccità.
Sulla dismissione dell’autodromo di Pergusa
Tra le proposte dell’associazione ambientalista anche quella di dismettere l’autodromo, fondato nel 1951 e teatro anche (negli anni Sessanta) di gare del calendario di Formula 1 col Gran Premio del Mediterraneo e in seguito della Formula 2 e fino al 2003 della Formula 3000 con piloti che vinsero, sul tracciato ennese, del calibro di Felipe Massa, Juan Pablo Montoya e altri. Forse tale proposta è la più eclatante anche perché andrebbe a toccare una struttura storica che, quando in funzione, porta benefici economici non indifferenti.

Contattato dal QdS, Antonio Aveni, agronomo, il responsabile della gestione della riserva naturale del lago di Pergusa, sottolinea: “Il nostro è un ecosistema delicatissimo al punto che a occhio nudo ci si accorge dell’andamento delle cose. L’acqua arriva in un solo modo, con le piogge, e se ne va con l’evaporazione. La salute del lago e della riserva è buona e lo testimoniano anche le indagini svolte da Goletta dei Laghi”.
Legambiente parla della dismissione dell’autodromo di Pergusa
“Conosciamo le posizioni di Legambiente – dice Aveni – la nostra è più cauta nella misura in cui comanda la legge. Fintanto che c’è la norma che dice che le due cose (Riserva e Autodromo) devono coesistere noi andremo avanti così. Come ente pubblico, però, dobbiamo agire nei termini di legge”.
E aggiunge: “Le criticità rimangono perché c’è la pressione antropica. Ricordo che la riserva nasce nel 1995 e noi abbiamo già trovato questa realtà. Attorno al lago sono nate un villaggio, un campo da calcio, altri impianti sportivi, lo stesso autodromo. Sono tutte cose con le quali dobbiamo convivere e nate prima della istituzione dell’area”.
Quali sono le vostre soluzioni?
“Cerchiamo di far alleggerire questa pressione antropica. A tal proposito c’è una sinergia col Comune per portare tutta l’acqua piovana possibile al lago che, come abbiamo detto, si ‘nutre’ esclusivamente delle piogge. Facciamo in modo che tutti i canali e canaloni siano al meglio. Dobbiamo sempre mantenere un minimo di pulizia: la nostra riserva non è come le altre, al suo interno vi è una certa viabilità e aspetti urbanistici con i quali convivere”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

