Milano, 30 mar. (askanews) – Lavazza ha archiviato il 2025 con un utile netto in crescita del 12,2% a 92 milioni, rispetto agli 82 del 2024. Il fatturato è salito del 15,7% a 3,9 miliardi ma “con un calo dei volumi di vendita”, in un esercizio caratterizzato da quotazioni estremamente elevate del caffè verde che tra gennaio 2021 e i primi mesi del 2025 ha visto l’Arabica in rialzo del 230% e la Robusta del 325%.
“È sempre più difficile fare previsioni, ma la tempesta non è ancora finita. Nonostante il quadro generale complesso, che ha portato anche a un calo dei volumi di vendita, siamo riusciti a chiudere il 2025 con risultati positivi sui principali indicatori finanziari – ha sottolineato il Ceo, Antonio Baravalle – Non siamo però ancora in acque calme. La volatilità del mercato del caffè è ormai strutturale, i costi delle materie prime restano sotto pressione, le tensioni geopolitiche continuano a ridisegnare gli equilibri globali e il quadro regolatorio aggiunge ulteriore complessità. In questo scenario, la nostra priorità resta quella di mantenere disciplina e focus, proteggendo le nostre persone, i nostri brand e la capacità di continuare a investire nel lungo periodo, preservando inoltre coerenza di posizionamento e standard qualitativi elevati”.
Il margine operativo lordo è salito dell’8,8% a 340 milioni, con un Ebitda margin dell’8,8% rispetto al 9,3% del 2024. L’Ebit invece ha raggiunto i 157 milioni (+20,7%). La posizione finanziaria netta a fine 2025 è negativa per 432 milioni, ma in miglioramento rispetto ai 511 milioni di fine 2024, e riflette la generazione di cassa realizzata nel corso dell’anno.
L’aumento dei costi del caffè è riconducibile a più fattori: cambiamento climatico ed eventi meteo estremi nei Paesi di origine si sono sommati a un contesto geopolitico molto difficile, una crisi logistica, l’incertezza regolatoria che pesa su tutta la catena di fornitura, la speculazione sulle materie prime e costi strutturali ormai stabilizzati su livelli significativamente superiori al periodo pre-2020. In questo quadro, nel 2025 i dazi negli Stati Uniti hanno aumentato l’incertezza e le pressioni sui costi. Questa correlazione di fattori sta determinando una contrazione media del mercato globale del caffè: dopo il calo del -3,5% a volume nel biennio 2023-2024, i volumi sono scesi ulteriormente nel 2025 di circa -2,4%.
Lavazza, tuttavia, è riuscita ad attutire il colpo grazie alla sua diversificazione per canale e per geografia. A livello di canale, il gruppo presidia il consumo sia a casa sia fuori casa e continua a investire in un modello sempre più omnichannel. A livello geografico, invece, la presenza in oltre 140 Paesi rappresenta un elemento strutturale di resilienza. Nello specifico nel 2025 in Nord America il fatturato ha registrato un incremento del +26,9%, spinto soprattutto da retail ed e-commerce. Questo consente di mantenere una presenza rilevante nei mercati europei maturi, nonostante un calo dei volumi generalizzato e difficoltà specifiche in alcune aree geografiche come Germania e Balcani, e in particolare in mercati come Polonia (-26% a volume) e Francia (-16,3% a volume), che hanno subito maggiormente l’impatto dell’aumento dei costi a livello di distribuzione. Parallelamente, il gruppo continua a sviluppare il proprio percorso in Cina attraverso la partnership con Yum China, con l’obiettivo di consolidare nel medio-lungo periodo la presenza in un mercato in forte espansione, sia attraverso la rete di coffee shop, sia nel canale retail.
“Guardando al 2026 e oltre, la parola chiave resta ‘agilità’, intesa come capacità di reagire al contesto in maniera efficace e tempestiva. Questi primi mesi, infatti, sono stati caratterizzati da ulteriori e gravi tensioni geopolitiche, che impatteranno anche sui costi di gestione delle imprese. Una vera stabilità, quindi, appare al momento molto lontana – ha aggiunto Baravalle – Noi continueremo a investire per mantenere un vantaggio competitivo fondato su qualità, innovazione sostenibile e solidità industriale per rafforzare i nostri brand, consolidare la resilienza della filiera e creare valore nel lungo periodo. In questo percorso, la trasformazione digitale svolge un ruolo centrale: migliora la capacità di anticipare e gestire i rischi e rafforza i processi lungo tutta la catena del valore”.

