Roma, 2 apr. (askanews) – A fine 2025 si registra un saldo annualizzato positivo delle posizioni di lavoro nel settore privato pari a 342mila, confermando una “dinamica positiva consistente, anche se in rallentamento”. E’ quanto rileva l’osservatorio sul mercato del lavoro dell’Inps. Il dato è calcolato come somma delle differenze tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi e rappresenta la variazione tendenziale su base annua delle posizioni di lavoro.
I contratti a tempo indeterminato pesano per il 91,5% su questa variazione tendenziale con un saldo pari a +313mila rapporti di lavoro. Anche per le altre tipologie contrattuali la variazione è risultata positiva e pari a +29mila rapporti di lavoro. Su questo dato, sottolinea l’Inps, hanno inciso gli incrementi dei rapporti di lavoro intermittenti, stagionali, a tempo determinato e in somministrazione.
Complessivamente le assunzioni attivate nel 2025 dai datori di lavoro privati sono state 8.031.000, in leggera flessione rispetto al 2024 (-1,3%), mentre le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato sono state 775.000, in aumento rispetto al 2024 (+1%). Aumentano anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo pari a 115mila (+4%). Le cessazioni nel corso del 2025 sono state 7.690.000, in diminuzione rispetto all’anno precedente (-1,1%).
“I dati dell’osservatorio (mercato del lavoro, ndr) restituiscono un quadro incoraggiante. La tenuta del sistema previdenziale dipende in modo diretto dalla qualità e dalla continuità dell’occupazione. Il saldo annualizzato positivo di 342mila posizioni di lavoro e il peso prevalente dei rapporti a tempo indeterminato ci dicono che la solidità del mercato del lavoro resta la prima condizione per costruire una previdenza più forte. Non esiste pensione senza lavoro, e non esiste previdenza solida senza percorsi occupazionali stabili, continui e capaci di generare contribuzione nel tempo”, ha commentato il presidente dell’Inps, Gabriele Fava.
“Per questa ragione abbiamo scelto di mettere al centro del nuovo corso dell’istituto i giovani e le donne – dice – che rappresentano una leva decisiva non solo per il futuro del sistema previdenziale, ma per la crescita complessiva del Paese. I dati sulle attivazioni incentivate confermano che questa direzione è giusta e va rafforzata. Di fronte alla trasformazione prodotta dall’intelligenza artificiale, diventa ancora più necessario investire nelle politiche attive, nella formazione e nell’aggiornamento continuo delle competenze. L’innovazione sarà davvero utile solo se saprà tradursi in più opportunità, maggiore inclusione e lavoro di qualità. Una strategia che ha nella piattaforma Siisl di incrocio di domanda e offerta di lavoro e servizi al cittadino voluta dal ministro Calderone e gestita dall’istituto uno strumento innovativo associato a misure come Adi, Sfl e nuova Naspi”.

