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Tra assistenzialismo e sfruttamento, la Sicilia del lavoro nero e irregolare raccontata dall’Inps

Tra assistenzialismo e sfruttamento, la Sicilia del lavoro nero e irregolare raccontata dall’Inps
Da sinistra: Sergio Saltalamacchia e Orazio Fabio Basiricò

Per il direttore regionale dell’Inps Sergio Saltalamacchia, in Sicilia c’è un vero e proprio problema culturale. E questo spiegherebbe i dati allarmanti sul lavoro irregolare sull’Isola.

Nel 2025 l’Inps ha scoperto 435 rapporti di lavoro in nero in Sicilia. Una lieve flessione rispetto ai 577 del 2024. Ma è anche vero che nel 2025 la Direzione regionale Sicilia dell’Inps ha avuto 72 ispettori in servizio contro i 79 dell’anno precedente. Ciò non ha limitato l’attività ispettiva dell’Istituto, che ha aumentato sensibilmente i crediti accertati salendo dagli oltre 62 milioni del 2024 ai 77,5 milioni di euro del 2025. Anche sui rapporti di lavoro irregolari c’è stata una crescita rilevata dagli ispettori dell’Inps a seguito dei controlli condotti. Sono stati scoperti 10.828 rapporti di lavoro irregolari lo scorso anno, circa duemila in più dell’anno precedente. Più o meno costante il numero di rapporti di lavoro fittizi, che si attestano poco sopra i cinquemila, come nell’anno precedente. Dati che si considerano sempre relativi alla forza ispettiva in campo e al numero di controlli che l’Inps riesce a mettere in atto, quindi indicativi della condizione contributiva dei lavoratori siciliani.

Lavoro in nero in Sicilia e il problema culturale, l’analisi dell’Inps sul 2025

C’è un problema culturale, secondo il direttore regionale Sergio Saltalamacchia, dietro i dati costantemente negativi accertati dagli ispettori dell’Istituto. “Purtroppo – dice il direttore – anche quegli stessi settori nei quali abbiamo concentrato l’attività ispettiva non evidenziano un ravvedimento rispetto alla propensione alla violazione degli obblighi contributivi”. La “furberia” che caratterizza il popolo italiano, e che non vede eccezione alcuna in quello siciliano, si evidenzia in una specifica rilevanza contenuta nei dati relazionati dall’Inps.

L’Istituto, che ha degli obiettivi annuali da raggiungere, diversifica la propria attività ispettiva tra imprese medie e grandi ed imprese piccole fino a un solo dipendente. Le imprese medie e grandi, minori per numero e più facili da controllare per gli ispettori, dovrebbero essere maggiormente incentivate alla trasparenza e alla correttezza. Eppure, nel solo anno appena trascorso, tra crediti accertati e sanzioni l’Inps ha cumulato 23,5 milioni di euro con soltanto tre aziende. Si tratta di una catena di supermercati nel Palermitano (8,5 milioni di euro tra crediti e sanzioni), una catena analoga nel Messinese (9 milioni) e un’azienda avicola nella provincia del capoluogo per ben 9 milioni di euro.

Agricoltura, 126 aziende su 133 irregolari

Dall’azienda avicola all’agricoltura in generale la musica non cambia. Nel 2025, per la campagna sul lavoro in agricoltura, sono state visitate 133 aziende e 126 sono risultate irregolari. Tra gli oltre 14 milioni di euro di contributi evasi e i quasi 8,5 milioni di euro di sanzioni elevate, il solo comparto agricolo si è tradotto in 23 milioni di euro di crediti accertati per l’Inps. Agricoltura e le tre aziende di cui sopra sono già quasi due terzi del totale crediti accertati nel 2025, oltre 46 milioni di euro sul totale di 77 milioni. La pagina del lavoro nero resta una triste piaga per l’Isola, che da una parte cerca di aumentare Pil e servizi e dall’altra deve fare i conti con assistenzialismo e sfruttamento di lavoratori non inquadrati. In agricoltura sono stati accertati 4.262 rapporti di lavoro irregolari e 4.882 fittizi. In entrambi i casi la maglia nera va alla provincia di Catania, dove 1.710 sono risultati i rapporti irregolari e 1.812 quelli fittizi. Salgono sul podio anche Agrigento e Caltanissetta per i rapporti di lavoro irregolari e Siracusa e Ragusa per quelli fittizi.

L’allarme e i settori più esposti all’irregolarità e la risposta dell’Inps

In una regione in cui si lotta per creare posti di lavoro, il dato complessivo di 10.828 rapporti di lavoro irregolari scoperti in un solo anno da una direzione regionale dell’Inps sotto organico per forza ispettiva è allarmante. Ulteriore motivo di allarme sono alcuni settori emersi con contesti lavorativi irregolari. Uno di questi è quello dell’istruzione, paradosso educativo per i giovani siciliani. La campagna ispettiva sulle scuole private ha visto la disposizione di 30 accertamenti. Delle ispezioni disposte, secondo i dati segnalati dal sistema informatizzato dell’Inps, sono stati conclusi 8 accertamenti con un tragico risultato. In un caso, per una scuola privata paritaria di Palermo, sono risultati 16 lavoratori irregolari su 16. Nel corso degli accertamenti sono stati scoperti in totale 19 lavoratori in nero – dei quali 16 in un solo istituto – e sono stati annullati due rapporti di lavoro. Quello delle scuole private, che una volta scoperte dall’Inps perdono la certificazione di parità ma che spesso riaprono richiedendo l’accredito e nello stesso luogo con sola titolarità d’impresa variata, non è l’unica fattispecie nell’ambito del pubblico sostegno finanziario.

Ci sono anche le case di cura e di riposo e, infine, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza a cumulare esiti disastrosi dalle ispezioni dell’Inps. Tra 44 strutture visitate e 29 accertamenti conclusi, sul settore case di riposo e di cura sono emersi 59 lavoratori in nero e sono stati annullati 13 rapporti lavorativi. Per le Ipab l’attività dell’Inps è pluriennale e bisogna fare un passo indietro rispetto al solo 2025 da poco concluso. Dal 2021 infatti sono stati ispezionati 78 enti degli 85 con una posizione contributiva Inps. Un ampio raggio che interessa circa 600 lavoratori. In totale, al novembre dello scorso anno la situazione debitoria ammontava a 53 milioni di euro, dei quali 35,5 milioni già affidati in riscossione esattoriale. Nel solo 2025, sui 28 enti ispezionati, sono derivati 3,5 milioni di euro di crediti accertati.

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