Cinema, "Le Mans 1966", basato su una storia vera - QdS

Cinema, “Le Mans 1966”, basato su una storia vera

Francesco Torre

Cinema, “Le Mans 1966”, basato su una storia vera

sabato 23 Novembre 2019 - 00:00
Cinema, “Le Mans 1966”, basato su una storia vera

Il nuovo film di James Mangold è pieno d’azione ad alta velocità. Narrata la lotta tra marketing e talento, tra conformismo e originalità, ma anche la rappresentazione di una grande amicizia,

LE MANS ‘66 – LA GRANDE SFIDA
Regia di James Mangold. Con Matt Damon (Carroll Shelby), Christian Bale (Ken Miles), Remo Girone (Enzo Ferrari)
Usa 2019, 152’.
Distribuzione: 20th Century Fox

Los Angeles, 1959. In crisi di vendite, la Ford assume un ex pilota e giovane progettista d’auto da corsa, Carroll Shelby, e il suo talentuoso collaudatore Ken Miles per costruire un modello adatto a vincere la 24 ore di Le Mans, gara in cui la casa automobilistica Usa dovrà sfidare la Ferrari.

Basato su una storia vera, il nuovo film di James Mangold (“Quando l’amore brucia l’anima”, “Quel treno per Yuma”, “Wolverine – L’immortale”) è pieno d’azione ad alta velocità, sviluppa questioni di politica industriale internazionale e le fa interagire con problematiche familiari e sentimentali più ordinarie, cercando empatia nella costruzione dei protagonisti e inciampando spesso nelle sue omissioni come nei suoi eccessi.

Il plot può essere letto su più piani di interpretazione. Quello forse più interessante riguarda la lotta tra marketing e talento, tra conformismo e originalità, soprattutto in considerazione della filmografia del regista, che alterna film indipendenti a prodotti delle majors, tra cui addirittura cinecomics. Inutile dire, in questo senso, che in puro spirito idealistico e amorale, il film ci mostra come a primeggiare sarà sempre il talento.

Eppure il valore del film può essere anche ricercato nella rappresentazione di una grande amicizia, che d’altra parte evoca il debito del regista nei confronti del genere western. Una sottotrama che sembra legare per tutta la durata del film le varie spinte di una sceneggiatura evidentemente scritta ai fini della massimizzazione dei profitti. Non a caso, il film omette totalmente di raccontare la vita privata di Shelby (sposato otto volte, tre nell’arco di tempo in cui si svolge il film, e con tante avventure extraconiugali intorno), che avrebbe influito nel giudizio morale sull’eroe e nel processo empatico del pubblico con lo stesso.

Voto: ☺☺☻☻☻

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