Le responsabilità di Berlusconi e Renzi, il Pd con Crocetta ha distrutto la Sicilia - QdS

Le responsabilità di Berlusconi e Renzi, il Pd con Crocetta ha distrutto la Sicilia

Carlo Alberto Tregua

Le responsabilità di Berlusconi e Renzi, il Pd con Crocetta ha distrutto la Sicilia

mercoledì 17 Luglio 2019 - 00:00

La Sicilia si sta sgretolando. Giorno dopo giorno l’economia arretra, la disoccupazione avanza, le attività economiche retrocedono, il turismo è in calma piatta, l’ambiente soffre, le strade si chiudono senza manutenzione, le autostrade sono in uno stato comatoso, vi è assenza di linee ferrate degne di questo nome, metà dei depuratori è guasta, la Pubblica amministrazione regionale è inefficiente – anche perché non digitalizzata -, i fondi europei e statali rimangono a Bruxelles e a Roma.
Di chi è la responsabilità di tutto ciò? Ovviamente dei vari governi della Regione, in particolare degli ultimi tre antecedenti a quello attuale.
Chi ha fatto eleggere Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo? Silvio Berlusconi. E chi ha fatto eleggere Rosario Crocetta? Matteo Renzi. I due hanno consentito ai “loro” governatori d’iniziare un piano quasi scientifico di distruzione economico-sociale dell’Isola.

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi sono stati politicamente irresponsabili, perché quando si accorsero che i tre avevano fatto prendere la discesa alla Sicilia non hanno provveduto a mandarli a casa con i mezzi istituzionali che esistono, per esempio le dimissioni di metà più uno dei deputati.
Il Governo Musumeci, che è entrato in carica il 18 novembre del 2017, cioè circa un anno e mezzo fa, ha cercato di mettere insieme i cocci. Però la tragica situazione trovata non ha consentito di avviare un processo di crescita, per l’effetto trascinamento del passato.
Dei tre ex presidenti della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro dice di fare il medico in Africa, anche se la sua presenza all’interno della politica siciliana è ancora sentita; Raffaele Lombardo continua a vedersela con le vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto; infine Rosario Crocetta se la gode a tutto tondo nel suo limbo tunisino, ove con la ricca pensione che riceve (forse più di una) e con la bassa imposizione fiscale e il basso costo della vita, che ci sono in quel Paese, conduce un’esistenza da nababbo.
Intanto, i siciliani soffrono per tutti i mali che abbiamo elencato in apertura procurati anche da lui.
Era difficile, per Nello Musumeci, affrontare questa situazione con la probabilità di risollevare le sorti dell’Isola, anche perché la sua truppa di dirigenti e dipendenti regionali è sempre più lontana, per qualità professionali, dai compiti che dovrebbe affrontare.
Il presidente ci diceva, nel Forum pubblicato lo scorso 13 luglio, che le sue possibilità di manovra a riguardo sono molto scarse, in quanto il personale è invecchiato e parzialmente incompetente, i dirigenti sono demotivati e non aspettano altro che andare in pensione e che le sue possibilità di spostarli da un posto all’altro sono quasi ridotte a zero.
Sarà tutto vero, però abbiamo osservato che: 1) i dirigenti potrebbero essere inviati alla Scuola superiore della Pubblica amministrazione per acquisire competenze; 2) i dipendenti si possono mettere in riga perché comunque percepiscono uno stipendio; 3) la crescita funzionale di un’Amministrazione passa per la sua veloce e totale digitalizzazione. Ma la burocrazia frena in questo senso perché sa che quando tutto è tracciato i controlli diventano efficaci.

Nel Forum abbiamo toccato un punto nevralgico nell’azione del Governo regionale, cioè la spesa effettiva dei Fondi europei e statali (Fsc).
Secondo quanto ci ha riferito, nel Forum pubblicato il 12 luglio, il direttore generale dell’Agenzia per la Coesione territoriale, Antonio Caponetto, quest’anno la Regione riuscirà a spendere, se tutto andrà bene, non più di 400 milioni contro i 719 dell’anno precedente. Così continua l’asfissia finanziaria, perché, com’è noto, quando non circola denaro il sistema soffoca.
Tornando alla responsabilità di Berlusconi e Renzi, possiamo testimoniare che in un breve colloquio avuto con quest’ultimo nei Giardini del Quirinale, quando gli chiesi se conoscesse il disastro che stava combinando Crocetta, mi rispose che non lo sapeva. Ribadii l’urgenza di cacciarlo, ma Renzi fece spallucce.
In questo quadro, non vediamo alcuna possibile luce. eppure è indispensabile che qualcuno l’accenda presto!

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