I leader le sparano: 15%, 5%, 45% - QdS

I leader le sparano: 15%, 5%, 45%

Carlo Alberto Tregua

I leader le sparano: 15%, 5%, 45%

martedì 09 Agosto 2022 - 08:21

Campagna elettorale

L’indecoroso balletto cui stiamo assistendo in questi giorni con protagonisti inqualificabili, certifica ancora di più la scarsezza di un ceto politico che ha perso anche la dignità di rappresentare i cittadini. In questo quadro, dobbiamo sottolineare la modestia di chi fa informazione, che non studia, non approfondisce le questioni e quindi non ne comprende i termini, per cui fa domande insulse, non pertinenti e che violano il primo dovere di chi fa informazione e cioè la ricerca della verità a tutti i costi.

Lo scenario politico è definito con una terminologia arcaica, superata, che non esiste in nessun altro Paese d’Europa: Destra, Centro, Sinistra. È vero che tali termini vogliono fare arrivare rapidamente un messaggio a chi ascolta, a chi vede, a chi legge e a chi frequenta i media sociali. Ma non è diseducando il prossimo che si tenta di farne elevare – anche se poco – le sue cultura e conoscenza.

I termini corretti dell’Agone politico? Conservatori, Moderati, Socialisti.
I tre termini sono presenti nel Parlamento europeo e danno un’indicazione delle linee politiche di chi vi appartiene. Europeizzarsi significa anche adeguare il linguaggio a quello dell’Unione. Ma così non fanno – ripetiamo – i nostri comunicatori che preferiscono continuare nella vecchia litania: Destra, Centro, Sinistra.

Al di là di queste considerazioni, dobbiamo notare come quasi tutti i leader le sparino grosse: m…! Ritengono che i cittadini-elettori siano imbecilli e che assorbano la loro comunicazione, destituita di fondamento. Abbiamo sentito Calenda che spara un numero: 15%; abbiamo sentito Renzi che ne spara un altro, 5%; abbiamo sentito il gruppo dei conservatori (FdI, Lega, FI) che ha sparato un 45%; abbiamo sentito il Pd, unitosi in matrimonio con Sinistra Italiana e Verdi, parlare di oltre il 30%.
Insomma: chi più ne ha più ne metta. Sembra di essere alla Fiera dell’Est di Branduardi dove ognuno spera di superare l’altro sparandone sempre di più grosse. Non è così che si fa una campagna elettorale. Così la fanno gli imbonitori.

Fra questi non possiamo non citare il Cavaliere che ha espresso il pio desiderio di far giungere FI al 20%.
Quanto precede si comprende ma non si giustifica. Si comprende data la brevità della campagna elettorale e, novità, il suo svolgimento in agosto e settembre; non si giustifica perché i leader dei partiti o dei raggruppamenti dovrebbero spiegare con chiarezza quali obiettivi intendano raggiungere, con quali mezzi finanziari, in quanto tempo tassativo e chi deve operare per raggiungerli.
E invece, i parolai preferiscono dare fiato alla bocca facendo la parte di chi utilizza la testa per consumare shampoo o per dividere le orecchie, ritenendo che i destinatari dei loro messaggi siano tutti ignoranti.

Così non è, perché i cittadini hanno imparato a distinguere il grano dal loglio. Certo, questa via è falsata dal periodo in cui siamo, in cui ragionevolmente molti tendono a godersi le ferie, più o meno meritate, a volere gettarsi dietro le spalle i problemi di tutti i giorni e a non voler vedere quali siano i gravissimi problemi che stanno per arrivare sul Paese.

“Nuvole” così ha detto nell’ultima conferenza stampa il premier, Mario Draghi. Detto da lui, questo avvertimento va preso molto sul serio. Peraltro l’agenzia Moody’s ha già abbassato il suo rating sull’Italia e prevede temporali.
Il prossimo governo dovrà essere attrezzato con adeguate competenze per affrontare tali temporali. Non sappiamo da chi sarà composto, ma secondo i sondaggi dovrebbe essere la compagine dei Conservatori, che approfitterà della profonda divisione fra Moderati e Socialisti, i quali si stanno suicidando.

In ogni caso, il Popolo ha sempre ragione, perché così vuole la Democrazia. C’è solo da augurarsi che tutti, ma proprio tutti i cittadini, vadano a votare scegliendo i candidati di cui abbiano fatto le pulci ai curricula.

Per favore, cari concittadini, andate a votare, sia per i parlamentari nazionali che per il presidente e i dedupati regionali; non vanificate il vostro diritto-dovere di scegliere chi vi rappresenterà. Anche dal vostro voto dipende il futuro dell’Italia e della Sicilia, ricordandovi che tante gocce fanno il mare.

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