Milano, 8 set. (askanews) – Tra minacce di destituzioni e inviti a non trasformare Pontida in una resa dei conti, nella Lega sembra essere arrivato finalmente il momento del confronto tra il segretario Matteo Salvini e il ‘fronte del Nord’. L’appuntamento è in progamma domani a Roma, a latere dell’iniziativa “A tua difesa” voluta dal segretario leghista per definire le proposte del partito in tema di economia, all’avvicinarsi della legge di Bilancio.
Di certo il clima non è dei più sereni, agitato dall’ipotesi che Massimiliano Romeo – tra gli esponenti dei Nordisti – sia destituito dal ruolo di presidente dei senatori del Carroccio. Ipotesi che Claudio Borghi, indicato tra i possibili sostituti, non si affanna a smentire: “Non lo so, io faccio quello che mi dice il partito”.
È in questa atmosfera che si terrà l’incontro, che sarà circoscritto a Matteo Salvini (e forse Claudio Durigon) da un lato, e Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti e Luca Zaia dall’altro. Non dovrebbe esserci il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che a scanso di equivoci ha anticipato ad oggi il suo intervento all’iniziativa della Lega, inizialmente previsto domani in concomitanza con l’incontro.
“Un qualche appeasement prima di Pontida si troverà”, dicono dal fronte del Nord, assicurando che “non c’è l’intenzione di trasformare il raduno sul Sacro prato in una resa dei conti”. Su quale potrà essere però la ‘quadra’ di bossiana memoria nessuno si sbilancia. Di sicuro, non si tratta di nomine: Fedriga ha infatti ribadito ancora una volta che la questione dei vice segretari non è sul tavolo, da tempo è chiaro che non è quella la soluzione che al Nord chiedono. In ballo c’è l’identità del partito, una linea sovranista che i nordisti ritengono ormai naufragata nell’ascesa di Futuro Nazionale. Ma che Matteo Salvini continua a portare avanti, ancora ieri con il tweet di congratulazioni ad AfD. E in ballo c’è soprattutto chi rappresenterà la Lega in Parlamento nella prossima legislatura. Con la nuova legge elettorale, le attuali percentuali leghiste consentiranno sostanzialmente solo l’elezione dei capilista, senza che possano entrare in ballo le preferenze. Ecco allora che la scelta di chi indicare in cima ai listini diventa fondamentale per disegnare gli equilibri futuri del Carroccio.
Intanto Salvini insiste con la sua linea e le sue proposte. Quota 64 sulle pensioni, con la ‘benedizione’ arrivata oggi anche da Giorgetti, e il contributo straordinario dalle banche su cui rilancia: “Dovrà essere strutturale, non una tantum”. Proposta che verrà portata anche in Aula, nonostante la contrarietà di Forza Italia: “Di fronte ai numeri, gli alleati diranno sì”, è la convinzione di Salvini.

