Milano, 19 giu. (askanews) – Un “tavolo dei territori”, diciotto persone più il segretario Salvini: qualche ministro, i presienti di Regione, i presidenti dei consigli regionali, sindaci e una presidente di Provincia, l’unica donna. Dopo settimane di impasse, Matteo Salvini risponde così alle richieste di chi nella Lega chiede più attenzione alle istanze dei territori: l’appuntamento è per lunedì, in video conferenza, alle 18,30; primo tema all’ordine del giorno, il Piano Casa. Una risposta che non soddisfa i ‘nordisti’ del partito: “Non c’è alcun tema politico, cosa c’è da discutere sul Piano casa?”, è il commento sconsolato che arriva dal Nord. E dunque, “più che una prova di forza da parte di Salvini, ci sembra una dimostrazione di debolezza”.
L’annuncio viene affidato a Stefano Locatelli, responsabile federale Enti Locali della Lega, che lunedì insedierà il tavolo con Salvini, Roberto Calderoli, Giancarlo Giorgetti, Massimiliano Fedriga, Alberto Stefani, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Luca Zaia (presidente consiglio regionale Veneto), Emanuele Imprudente (Vicepresidente Abruzzo), Filippo Mancuso (Presidente del Consiglio regionale della Calabria), Enrico Rossi (Vicepresidente Marche), Pasquale Pepe (Vicepresidente Basilicata), Luca Sammartino (Vicepresidente Sicilia), Roberta Cuneo (Presidente della Provincia di Rieti), Alessandro Canelli (Sindaco di Novara), Mario Conte (Sindaco di Treviso), Alan Fabbri (Sindaco di Ferrara), Riccardo Mastrangeli (Sindaco di Frosinone), Sandro Parcaroli (Sindaco di Macerata). Niente capigruppo, niente vicesegretari. Avrà il compito, spiega una nota, di “affrontare le principali questioni di interesse nazionale che riguardano direttamente i territori”. E “tra i primi dossier all’ordine del giorno vi sarà il Piano Casa”.
Tra i temi che saranno affrontati dal tavolo figurano inoltre la sicurezza urbana, il costo della vita, il taglio della burocrazia e le semplificazioni a sostegno delle imprese, il percorso di riforme sulla strada delle autonomie e del federalismo, nonché la revisione dei vincoli europei che incidono sulla competitività dei territori, a partire dai fondi di coesione, dalla Politica Agricola Comune e dagli effetti del Green Deal. E poi altri “temi strategici”, “assicurando il proprio contributo di esperienze e proposte alle scelte che la Lega sarà chiamata a compiere”. L’obiettivo è “affrontare in modo concreto e pragmatico le sfide e le opportunità del nostro Paese, valorizzando il ruolo dei territori”.
Ma appunto, per i ‘nordisti’, una risposta “debole fin dalla prima convocazione: ci aspettavamo di più. Non c’è alcun tema politico e anche la composizione, è il non luogo del confronto politico…” . Ancora: “A scorrere i nomi, c’è molta ‘maggioranza’ e molto Sud. È un tavolo molto protettivo per Salvini”. E una proposta che Salvini ha messo in campo senza concordarla con i suoi critici, mettendoli di fronte al fatto compiuto. Ma per i ‘Nordisti’ è “una dimostrazione di debolezza, di chi non vuole affrontare un confronto vero e chiude tutte le porte”. In ogni caso, spiegano i ‘Nordisti’, “andremo al tavolo, vedremo cosa succederà e staremo a vedere”. In attesa della riunione di Treviso del 4 e 5 luglio, dove se necessario si tornerà alla carica, magari anche con la richiesta di un congresso in cui si ragioni su modifiche allo Statuto. Insomma, la mossa di Salvini non sembra aver raggiunto l’obiettivo. E che il clima si stia surriscaldando lo dimostra l’ennesimo epsodio di tensione in Lombardia tra ‘nordisti’ e salviniani, con questi ultimi che da tempo imputano a Fontana e Romeo un atteggiamento troppo duro, anche nelle dichiarazioni pubbliche, nei confronti del segretario: ecco allora che 12 deputati lombardi su 16 (in ordine alfabetico Candiani, Cecchetti, Centemero, Crippa, Dara, Di Rubba, Formentini, Frassini, Iezzi, hanno firmato una lettera in cui chiedono al segretario regionale di convocare anche loro alle riunioni del Direttivo lombardo. L’obiettivo è quello di condizionare in quella sede la linea che poi Romeo e Fontana esprimono in pubblico o nelle riunioni del Federale. Una soluzione che, a quanto viene riferito, non convince la segreteria lombarda: “Massima disponibilità a un incontro del direttivo con i parlamentari, come già fatto con i sindaci, ma non può diventare una modalità permanente, altrimenti si dovrebbero convocare anche i consiglieri regionali e si perderebbe il senso di un organismo più snello”, spiegano dalla segreteria lumbard. Quanto al punto politico, “Romeo e Fontana non fanno altro che portare avanti la linea del congresso del dicembre 2024 che ha sancito appunto l’elezione di Romeo alla segreteria”. Una linea che “semplicemente chiede più attenzione alle istanze del Nord, ma che non è contro il Sud nè tantomeno contro Salvini. Il punto è che se non ci occupiamo delle tematiche del Nord, i voti al Nord non li prendiamo più”.

