Roma, 31 ott. (askanews) – “Vanno bene gli accordi commerciali ma solo se tutelano in maniera adeguata le indicazioni geografiche e se ci sono clausole automatiche. Rispetto al mercato degli Stati Uniti, la priorità oggi è arrivare al dazio zero per il vino: in questa fase di incertezza prolungata, le nostre cooperative principali si sono fatte carico dei dazi e hanno compresso i margini per i vini a scaffale tra i 6 e gli 8 dollari”. Così Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, che oggi ha partecipato all’incontro con il Commissario europeo per il Commercio, Maros Sefcovic, organizzato a Roma al Masaf alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida. Maretti, che ha parlato a nome di Alleanza delle Cooperative, era accompagnato da Antonello Capua di Agci Agroalimentare e da Giovanni Guarneri di Fedagri Confcooperative.
“Questo – ha spiegato Maretti – avrà un impatto inevitabile sul pagamento delle uve, perché non è possibile un recupero totale dalla fase di trasformazione in cantina. Per i vini a maggior prezzo ci si è accollati solo il 50% del dazio, confidando su una maggiore inelasticità della domanda rispetto al prezzo. Ma anche influenzato da questo, stiamo già vedendo cali di consumo rilevanti”.
Maretti ha sottolineato come le politiche di promozione sui mercati esteri, a partire dagli Stati Uniti, ma anche verso nuove aree di sbocco, siano “ormai inevitabili” per sostenere la tenuta del comparto vitivinicolo europeo. “Le nostre principali cantine – ha aggiunto – hanno le assemblee di bilancio ai primi di dicembre, perché operano con esercizi infrannuali: sarà a quel punto necessario poter presentare possibili azioni di sostegno alle cooperative e ai produttori. Senza interventi tempestivi sarà molto difficile immaginare un 2026 sereno: serve una soluzione che riporti stabilità e fiducia lungo la filiera”. Sul fronte commerciale globale, Maretti ha poi osservato che «il Mercosur può rappresentare una prospettiva positiva per il nostro settore, ma vanno rafforzate le clausole di salvaguardia, con la possibilità di un immediato blocco delle importazioni quando vengono individuate produzioni provenienti da aree a rischio forestale”.
Maretti ha ribadito al Commissario efcovic la necessità di una risposta politica ed economica all’altezza della sfida. “Il settore agricolo europeo – ha concluso – non può essere lasciato solo a gestire le turbolenze dei mercati internazionali. Serve una politica commerciale coerente con quella agricola, capace di tutelare i produttori, garantire concorrenza leale e rafforzare il modello cooperativo come strumento di stabilità economica e sociale nei territori rurali”.

