Roma, 12 apr. (askanews) – “In un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche e instabilità economica, il comparto vitivinicolo italiano conferma la propria centralità. Occorre ricordare l’importanza dei viticoltori, del loro lavoro e dei rischi a cui sono esposti. Senza di loro non esisterebbe Vinitaly”. Così Cristian Maretti, presidente Legacoop Agroalimentare, presente oggi al Vinitaly. Tra calici di vino e prodotti d’eccellenza lo stand di Legacoop, condiviso con il Consorzio Il Biologico, ha ospitato i ministri Francesco Lollobrigida e Adolfo Urso, oltre alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e ai protagonisti del mondo cooperativo per fare il punto sul futuro del comparto.
Nel suo intervento il ministro Lollobrigida ha rivendicato il lavoro svolto insieme alla filiera agroalimentare e al sistema cooperativo, definito “ossatura del modello produttivo italiano”. Dalla promozione della cucina italiana ai finanziamenti record per il comparto, fino agli investimenti su agrisolare e innovazione, il ministro ha sottolineato la necessità di rafforzare un modello che mette al centro lavoro e persona, contrastando logiche speculative. Ampio spazio al vino, simbolo del Paese e protagonista di una battaglia europea contro etichette allarmistiche, che l’Italia ha contribuito a ridimensionare.
Lollobrigida ha ribadito il valore del vino come racconto di territorio, cultura e sostenibilità, sottolineando come il “sistema Italia”, quando agisce unito, sia in grado di vincere le sfide globali e costruire prospettive solide per le future generazioni.
Al centro degli incontri che hanno animato lo stand, il ruolo strategico della cooperazione e, soprattutto, dei viticoltori. Nonostante “un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche e instabilità economica, il comparto vitivinicolo italiano conferma la propria centralità – ha detto Maretti – Produzioni abbondanti e di alta qualità rappresentano una base solida per continuare a essere uno dei pilastri dell’agroalimentare nazionale, oltre che un potente veicolo di turismo, cultura ed enogastronomia legati alla dieta mediterranea.
Vinitaly si conferma inoltre “vetrina fondamentale – ha aggiunto Maretti – per i mercati esteri e per l’incontro con buyer internazionali, soprattutto in quei Paesi dove il consumo di vino è ancora in espansione. Non dobbiamo essere conservativi. I consumi stanno cambiando: vanno intercettati, sperimentati e accompagnati anche attraverso nuove tendenze e modelli”. Sul tavolo anche i costi energetici, le difficoltà logistiche, fino alle ripercussioni dei conflitti internazionali sulle filiere produttive. “In questo scenario – ha ribadito Maretti – è cruciale il ruolo dell’Unione Europea e dell’Italia nel promuovere stabilità e cooperazione internazionale”.

