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Legge 104: bonus fino a 300 euro al mese senza ISEE, a chi spetta davvero

Legge 104: bonus fino a 300 euro al mese senza ISEE, a chi spetta davvero
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Tra le agevolazioni più rilevanti collegate alla Legge 104 c’è il bonus da 3.600 euro l’anno, pari a 300 euro al mese: ecco per chi è pensato

La Legge 104/1992 rappresenta la massi per la tutela delle persone con disabilità e per il supporto a famiglie e caregiver. Il suo obiettivo è rendere concreti assistenza, inclusione e partecipazione alla vita sociale, con ricadute pratiche su scuola, lavoro e vita quotidiana. Nel tempo la 104 è stata aggiornata più volte e ha consolidato una visione più attuale della disabilità: non solo una condizione clinica, ma il risultato dell’incontro tra aspetti sanitari, psicologici e sociali. Per questo l’attenzione si sposta sempre di più sulla persona e sull’ambiente in cui vive: un contesto adeguato può sostenere autonomia e integrazione, mentre barriere e mancanza di servizi possono renderle più difficili. Anche le procedure di accertamento e certificazione puntano a diventare più lineari e uniformi, riducendo passaggi duplicati tra documenti, visite e richieste. In questo quadro l’INPS assume un ruolo sempre più centrale, con indicazioni operative aggiornate e un approccio bio-psico-sociale che prova a valutare bisogni e supporti in modo più completo.

La legge 104 oltre le disabilità

La Legge 104, inoltre, non riguarda solo chi ha una disabilità: riconosce diritti e agevolazioni anche a chi presta assistenza. Tra le misure più rilevanti ci sono i benefici lavorativi (come permessi e strumenti per conciliare), le agevolazioni fiscali e, in alcuni casi, sostegni economici, sempre legati a requisiti precisi e condizioni specifiche.

Bonus 300 euro al mese senza ISEE: a chi spetta e come richiederlo

Tra le agevolazioni più rilevanti collegate alla Legge 104 c’è il bonus da 3.600 euro l’anno, pari a 300 euro al mese, pensato per chi assiste persone con gravi limitazioni dell’autonomia. È un aiuto economico importante perché:

  • è destinato a familiari conviventi che seguono un parente non autosufficiente
  • può spettare a genitori, coniugi, fratelli e altri parenti fino al terzo grado
  • non richiede l’ISEE, quindi non ci sono limiti di reddito per l’accesso

Per ottenere il bonus, la richiesta va presentata al Comune di residenza, tramite i moduli predisposti dagli uffici comunali o disponibili online. Servono in particolare:

  • certificato medico che attesti la non autosufficienza del familiare
  • documento di identità di chi fa domanda
  • prova del rapporto di parentela, ad esempio il certificato di stato di famiglia

Una volta consegnata la domanda, il Comune verifica la documentazione e, se tutto è in ordine, procede all’approvazione. Il contributo può essere pagato in un’unica soluzione oppure in rate mensili, in base a come è organizzato l’ente locale. Le tempistiche normalmente prevedono una risposta entro circa un mese, anche se possono esserci variazioni legate al carico di lavoro degli uffici.

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