L’elisir di lunga vita? Fatevi una risata. Studio conferma i benefici dell’ottimismo - QdS

L’elisir di lunga vita? Fatevi una risata. Studio conferma i benefici dell’ottimismo

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L’elisir di lunga vita? Fatevi una risata. Studio conferma i benefici dell’ottimismo

mercoledì 28 Agosto 2019 - 01:00
L’elisir di lunga vita? Fatevi una risata. Studio conferma i benefici dell’ottimismo

Ricerca della Boston University school of medicine ha analizzato un vasto campione di donne e uomini. Una buona disposizione d’animo aumenta del 20% le possibilità di arrivare agli 85 anni

ROMA – “L’ottimismo è il sale della vita” diceva un poeta, vissuto 92 anni, in un noto spot televisivo. Uno nuovo studio scientifico, pubblicato sull’americano Proceedings of the national academy of sciences ha finalmente stabilito che Tonino Guerra era nel giusto. Essere ottimisti allunga la vita, spesso consente di raggiungere una “longevità eccezionale” e di superare il traguardo degli 85 anni.

Non è la prima volta che una buona disposizione d’animo viene collegata dagli studiosi a un miglior stato di salute, con una riduzione dei rischi di malattie cardiache e di morte prematura. Ma oggi i ricercatori hanno stabilito senza equivoci che l’allegria allunga la vita.

“Ci sono molte evidenze che una longevità eccezionale si accompagni di solito a un periodo più lungo in buona salute e senza disabilità, quindi il nostro studio solleva l’eccitante possibilità di promuovere un invecchiamento salutare coltivando valori psicosociali quali l’ottimismo” ha scritto Lewina Lee, autore principale dello studio condotto dalla Boston University School of Medicine.

Se questa possibilità va ancora verificata, Lee ha sostenuto che altri stadi dimostrano che i livelli di ottimismo possono essere aumentati. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a due studi di lungo periodo, uno relativo alle infermiere donne e un altro a un vasto campione di sesso maschile. Le donne sono state valutate sull’ottimismo nel 2004, all’età media di 70 anni, e seguite fino al 2014. Gli uomini sono stati valutati sull’ottimismo nel 1986, all’età media di 62 anni, e le loro morti registrate fino al 2016.

Le circa 70mila donne sono state divise in quattro gruppi più o meno omogenei in base ai livelli di ottimismo e la durata dele vita del gruppo più ottimista è stata messa a confronto con quella del gruppo meno ottimista, tenuto conto di età, razza, educazione, sintomi di depressione e altri problemi di salute in partenza. è risultato che le donne più allegre vivono in media il 15% in più di quelle più tristi.

Risultati simili anche per gli uomini, pur con un metodo di misurazione leggermente diverso: il 20% più positivo è vissuto in media l’11% in più del 20% meno ottimista. Ma l’ottimismo non è legato soltanto a una maggiore durata di vita: più specificamente, sia per le donne sia per gli uomini, è legato la possibilità di vivere molto a lungo, oltre 85 anni, in presenza di comportamenti corretti sul piano della salute. Nel dettaglio, le donne più ottimiste hanno il 20% di possibilità in più di arrivare a 85 anni rispetto alle meno ottimiste.

Lee ha spiegato che i meccanismi che legano l’ottimismo alla lunga vita non sono chiari. “Nel nostro studio, comportamenti più salutari, meno sintomi depressivi e maggiori contatti sociali spiegano solo parzialmente l’associazione tra ottimismo e longevità” ha detto, aggiungendo che tra le dinamiche in gioco potrebbe esserci il fatto che le persone ottimiste gestiscono meglio lo stress.

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