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Les jeux sont faits

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Les jeux sont faits

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mercoledì 03 Febbraio 2021 - 15:51
Les jeux sont faits

Così dice il croupier quando la pallina è lanciata nella roulette e i giocatori non possono più puntare. E così è la situazione dello Stato italiano.

Così dice il croupier quando la pallina è lanciata nella roulette e i giocatori non possono più puntare.

E così è la situazione dello Stato italiano per colpa di tanti e di qualcuno di più. Un grande gioco d’azzardo in cui i giocatori non hanno poste da perdere, quelle le perdono i cittadini.
Ma è anche il titolo di un dramma di Jean Paul Sartre, il maestro dell’esistenzialismo. Ed è esistenziale, nel senso di esistenza in vita, la partita politica attuale. Molti rischiano di crollare o sparire dalla scena.
Questi giro di consultazioni del Presidente della Camera non è stato proprio una figata direbbero Boldi e De Sica.

Tutt’altro, si è tradotto in nomi ripetuti ossessivamente come quelli di Conte erga omnes, ed in pallonetti e palle corte di Renzi per spezzare il gioco. In mezzo una crisi che prima che politica è sociale e psicologica.

Renzi non si fida, a torto o ragione, di Conte e i Diversamente Contiani non si fidano minimamente di Renzi.

Mattarella preoccupato si riprende in mano un pallino in cui aborre, e fa bene, come il male peggiore le elezioni, vista la crisi sanitaria, economica e strategica per il Recovery Fund.

Gli rimane esclusivamente la strada del governo istituzionale.
Che è la strada dove Renzi voleva portare la crisi. E dove sono finiti per miopia non solo gli inesperti e incerti pentastellati ma anche il giardiniere oltre il giardino Zingaretti ed i suoi accoliti.

Politicamente ha vinto il guelfo nero fiorentino e Dante lo avrebbe condannato in un preciso girone infernale. Ma avrebbe certamente relegato fra gli ignavi gli sprovveduti giallorossi.

Gatto Silvestro

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