Roma, 21 ott. (askanews) – “Il presente è storia, la storia è nel presente”. È il messaggio portato da Laura Fincato al Liangzhu Forum 2026, appuntamento internazionale dedicato al dialogo tra civiltà, alla tutela del patrimonio storico e alla cooperazione culturale.
Già viceministra degli Affari Esteri, e assessore di Venezia e attualmente presidente dell’Aeroporto Internazionale Federico Fellini di Rimini, Fincato è presente a Liangzhu fin dall’apertura del Forum, dove ha avuto occasione di confrontarsi con autorità cinesi di altissimo livello e autorevoli rappresentanti della cultura internazionale, tra cui ministri, direttori generali e presidenti di importanti istituzioni culturali. Incontri che hanno favorito un interessante scambio di esperienze e prospettive sulle politiche culturali e sulle opportunità di collaborazione tra Paesi.
Il 19 ottobre Fincato è intervenuta all’International Dialogue on Ancient Civilization Tours, dapprima con un discorso inaugurale dedicato al tema “Il presente è storia – La storia è nel presente” e successivamente nella tavola rotonda internazionale sul rapporto tra patrimonio culturale, turismo e sviluppo sostenibile.
Nel suo intervento ha richiamato il valore dei rapporti storici tra Italia e Cina, ricordando la figura di Marco Polo, non soltanto viaggiatore e mercante, ma autentico ambasciatore di civiltà. Un riferimento particolarmente significativo per Venezia e Hangzhou, due città accomunate dall’acqua, dai commerci e da una lunga tradizione di scambi culturali.
“La vera amicizia non può essere soltanto formale o cerimoniale, ma deve poggiare su solide radici culturali”, ha sottolineato Fincato, evidenziando l’importanza di costruire relazioni durature tra istituzioni, università, organizzazioni culturali e persone.
Al centro della sua riflessione il rapporto tra conservazione e trasformazione del patrimonio storico. Memoria, conoscenza, rispetto reciproco e fiducia sono i quattro principi indicati per consentire alla storia di continuare a generare valore nel presente e opportunità per le nuove generazioni. “Venezia non è un museo”, ha ricordato, sottolineando come la tutela delle città storiche non possa limitarsi ai monumenti, ma debba comprendere gli abitanti, le attività tradizionali e la vita quotidiana delle comunità.
Un tema approfondito nella successiva tavola rotonda, alla quale Fincato ha partecipato insieme a Michael David Robinson, della Commissione nazionale britannica per l’Unesco, Peter Scott DeBrine, responsabile del programma per il turismo culturale sostenibile dell’Unesco, e Cheng Wei, vicepresidente della Beijing International Studies University.
Nel confronto Fincato ha portato l’esperienza italiana e veneziana sulle principali sfide del turismo internazionale: dall’overtourism alla gestione sostenibile dei flussi, dalla tutela delle comunità locali alla promozione del turismo lento, fino all’impiego delle nuove tecnologie per una valorizzazione più consapevole del patrimonio.
L’obiettivo è promuovere il passaggio dal turismo del vedere al turismo del comprendere, privilegiando la conoscenza delle civiltà, il rispetto delle identità culturali e la qualità dell’esperienza di viaggio.
La partecipazione al Liangzhu Forum ha rappresentato anche un’occasione per rilanciare nuove prospettive di cooperazione culturale tra Italia e Cina, attraverso progetti condivisi di tutela del patrimonio, formazione, scambi accademici e valorizzazione dei territori. “La cultura viene spesso descritta come un ponte”, ha osservato Fincato. “I ponti uniscono rive diverse senza cancellare ciò che le distingue”. “Marco Polo ha rappresentato uno di questi ponti tra Venezia e la Cina. Oggi spetta a noi costruirne di nuovi”, ha aggiunto.
Un messaggio che riassume il senso della sua partecipazione al Forum e che trova espressione nelle parole conclusive dell’intervento: “Dobbiamo conservare senza immobilizzare, innovare senza cancellare, accogliere senza consumare”, ha spiegato Fincato. Perché, come ha ricordato, “il presente è storia, la storia è nel presente, e il futuro dipende dalla nostra capacità di riconoscerla, comprenderla e trasmetterla”.

