“Libera Chiesa in libero Stato” - QdS

“Libera Chiesa in libero Stato”

Carlo Alberto Tregua

“Libera Chiesa in libero Stato”

mercoledì 15 Maggio 2019 - 00:00

Un coup de théâtre del Vaticano

Libera Chiesa in libero Stato, pronunziò Cavour nel discorso al Parlamento con cui appoggiò l’ordine del giorno che acclamava Roma capitale d’Italia (27 marzo 1861).
L’autonomia fra l’Italia e il Vaticano è stata poi inserita nei Patti lateranensi, firmata dai due Stati nel 1929 e confermata dal Governo Craxi nel 1984.
Non è che tali Patti abbiano funzionato perché dal Dopoguerra in avanti l’ingerimento dello Stato straniero del Vaticano è stato costante in appoggio al Partito della Balena bianca, cioè la Democrazia cristiana.
Solo in tempi più recenti la morsa vaticana si è allentata, ma ogni tanto la tentazione di intervenire nelle questioni dello Stato italiano è forte, con le conseguenze a tutti note.
La premessa è necessaria per sottolineare come l’atto del cardinale Konrad Krajewski, cioè quello di tagliare i sigilli ai contatori della luce dell’immobile occupato abusivamente, sia stato plateale ed aveva lo scopo di gettare una pietra nello stagno.

Si è trattato di un coup de théâtre del Vaticano, che ha voluto dare un segnale al popolo italiano e dimostrare come esso sia costantemente presente non tanto nelle coscienze degli italiani – come di tutto il popolo cattolico del mondo, composto da 1,2 miliardi di esseri umani – ma soprattutto nella politica italiana, in questo caso con riguardo alla questione della povertà.
Dobbiamo evidenziare, come ha fatto solo qualche giornalista, che l’Elemosiniere del Papa è munito di passaporto vaticano e pertanto non può essere sottoposto a processo dai tribunali italiani perché gode dell’immunità diplomatica. Quindi, egli non corre il rischio di vedersi indagato e processato per una violazione di legge.
Da voci non controllate sembra addirittura che non sia stato lui a tagliare fisicamente i sigilli, ma che si sia prestato a dichiararsi colpevole proprio perché protetto dal suo status giuridico.
Nessun straniero si permetterebbe di fare quello che ha fatto Krajewski. Se l’ha fatto è perché ritiene di avere coperture che gli hanno permesso di violare una legge italiana impunemente. Ogni commento è superfluo.
Analizziamo la questione sul piano fattuale. L’immobile che ospita quasi 500 abusivi è l’ex sede dell’Inpdap, da anni abbandonata: sembra strano che vi siano stati installati i contatori del fornitore di energia perché, come è noto, solo i cittadini italiani residenti hanno diritto all’allacciamento dei servizi (luce, acqua e gas), a condizione che siano iscritti nelle anagrafi e in possesso di regolare contratto di locazione, opportunamente registrato.
La tolleranza del fornitore è stata ampia perché non si cumulano consumi energetici per un importo di euro 300 mila in qualche settimana o in qualche mese. Ma la tolleranza non ha pagato perché probabilmente gli utenti, quando arrivavano le bollette dell’energia, le gettavano nel cassonetto convinti che non sarebbe mai arrivato lo stacco dei contatori.
Nel nostro Paese il tempo non ha alcun valore, la lentezza è costante negli atti degli enti pubblici e dei soggetti parapubblici. Non vi è chiarezza nel dovere rispettare le regole, cioè le leggi e i decreti, perché tanto ognuno è convinto di farla franca, senza essere mai sfiorato da sanzioni.

Vi è un’altra questione da evidenziare e riguarda il fatto che milioni di cittadini, che non navigano nell’oro, pagano regolarmente le bollette dell’energia, anche privandosi del cibo. Di fronte a questi cittadini, che fanno enormi sacrifici per ottemperare ai loro impegni, ve ne sono altri che pensano di fare gli abusivi impunemente perché tanto le istituzioni sono di manica larga.
Esse, così agendo, creano differenze fra i cittadini: lasciano impuniti quelli che violano la legge e non premiano gli altri che la rispettano rigorosamente, anche a costo di sacrifici.
Alcuni ignoranti si rifugiano nella stupida distinzione fra Destra e Sinistra, parole che non esistono più. Mentre, se avessero un minimo di sapere e di buon senso, capirebbero che c’è una sola soluzione: sanzionare tutti coloro che violano la legge, anche quelli che sono in stato di bisogno perché altri nello stesso stato non la violano.
Infine, lo Stato del Vaticano avrebbe potuto ospitare, nelle decine di migliaia di propri immobili, i 500 abusivi. Ma non l’ha fatto.

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