E’ passato ormai un mese dal devastante ciclone Harry che ha distrutto, con la sua furia tempestosa, gran parte della Sicilia Orientale, compresa Catania e tutta la costa etnea. Anche Fiumefreddo, purtroppo, si trova ancora costretta a fare la conta dei danni, con tante attività travolte dal fenomeno atmosferico. Ristoranti, lavori di una vita che rappresentavano tutto e che, all’improvviso, non ci sono più. Abbiamo sentito a proposito Laura Pennisi, titolare dello stabilimento “Boscomarino”‘ha raccontato il dramma della devastazione del proprio lido-ristorante a seguito del ciclone.
“Il nostro lido non esiste più: chiediamo aiuto”
“Il ciclone per la nostra struttura e la nostra zona ha creato uno stato di devastazione – le sue parole al QdS – Ha danneggiato sia il nostro ristorante: sale distrutte, gazebo, prato, piante secolari. Ma la cosa piu grave, è che le due terrazze esterne che davano sul lido sono letteralmente sparite. Sopra di esse si trovava il magazzino che conteneva tutto il materiale del lido. Il problema, al di là. dei danni enormi, è che Harry ha cambiato la morfologia della spiaggia, compresa la spiaggia libera di Fiumefreddo. Si è creato uno strapiombo di diversi metri, tutta la costa è stata erosa. Il mare ha divorato la spiaggia: abbiamo perso tutto quel materiale che non potremo più riavere indietro. Sin dal giorno dopo, grazie ai volontari, abbiamo iniziato a pulire tutto, cercando di fare quanto più possibile”. Ed i ristori? Lo scetticismo dei titolari delle attività del luogo si percepisce chiaramente: “Negli ultimi giorni abbiamo avviato le pratiche per ottenere il contributo Irfis che andrà dai 5 ai 20 mila euro: si tratta di cifre, purtroppo, quasi inutili e tra l’altro non sappiamo se riusciremo ad ottenerlo. Noi abbiamo bisogno di aiuto, anche se come detto non potremo riavere indietro ciò che abbiamo perso”. In vista dell’estate, però, c’è ancora della speranza: “Speriamo e cercheremo di riuscire a partire ugualmente con lo stabilimento balneare, ci stiamo provando con tutte le nostre forze. Continuiamo nel frattempo ad aspettare risposte dal governo: si parla di tanti soldi, ma noi non abbiamo alcuna certezza. Della nostra zona si parla poco, noi chiediamo di essere ascoltati: il problema riguarda tutto il nostro lungomare”.
Il Comitato “Rilanciamo Marina di Cottone”
Subito dopo il Ciclone Harry, tuttavia, c’è chi si è messo in moto per farsi portavoce della gravità della situazione in tutto il lungomare di Marina di Cottone. A breve, infatti, verrà costituito ufficialmente il comitato “Rilanciamo Marina di Cottone” che vede tra i principali esponenti Mario Lizzio. “Il 20 e 21 gennaio il ciclone Harry ha colpito duramente anche Fiumefreddo di Sicilia, in particolare il lungomare di Marina di Cottone – dichiara Lizzio al Quotidiano di Sicilia – La mareggiata ha provocato un’erosione importante della costa, danni evidenti alle strutture presenti e la distruzione di una parte significativa del boschetto costiero che si estende per oltre tre chilometri. Oggi il lungomare si presenta ancora in condizioni critiche: sabbia sulla strada, che il comune piano piano sta rimuovendo, muri di confine abbattuti, tratti di carreggiata in alcuni tratti crollati ed all’interno del boschetto alberi abbattuti, vegetazione compromessa, aree impraticabili. Forse, rispetto ad altri comuni della costa jonico-etnea, i danni strutturali possono sembrare meno estesi. Ma questo non significa che il nostro territorio debba essere messo in secondo piano o dimenticato. Anche qui l’impatto è stato serio e le conseguenze rischiano di essere profonde e durature.
“Danni per 2 milioni di euro”
I danni, a Marina di Cottone, toccano secondo le stime i due milioni di euro circa: urge, dunque, intervenire. “I danni tangibili riguardano diverse attività permanenti sul lungomare, che hanno subito distruzioni parziali, oltre ad alcune abitazioni. Ma il punto centrale è la ricaduta economica complessiva. Marina di Cottone non è solo un tratto di costa: è un indotto fatto di lidi, ristoranti, strutture ricettive e servizi che vivono della stagione estiva e non solo. Perché anche in questi mesi, appunto, diverse strutture dovevano e potevano essere già operative per accogliere i clienti. Se non si interviene rapidamente, il rischio concreto è quello di una stagione compromessa o fortemente ridimensionata. Di conseguenza, una mancata stagione non penalizzerebbe soltanto le singole attività sul lungomare, ma produrrebbe effetti a catena devastanti su tutta l’economia locale: lavoratori stagionali, fornitori, famiglie e attività commerciali/ turistico ricettive. Per questo è fondamentale che anche Fiumefreddo venga considerata con la giusta attenzione nei piani di intervento e sostegno”.
Il movimento e il messaggio di rilancio
Da qui, dunque, l’idea di far nascere il Comitato: un progetto importante per alzare la voce e far accendere i riflettori anche su questa parte di territorio della provincia di Catania. “Nei primi giorni dopo il disastro, con l’associazione Nova Officina, di cui faccio parte, insieme ad alcuni volontari si è subito pensato alla creazione di un movimento spontaneo di cittadini, operatori economici e professionisti, con l’obiettivo di essere parte attiva nel percorso di ricostruzione e rilancio del boschetto e del lungomare. Non vogliamo limitarci alla denuncia dei danni, ma contribuire con idee e proposte concrete per una riqualificazione sostenibile e duratura. Dobbiamo trasformare questa emergenza in una occasione di progettazione e visione. Rilanciamo il nostro lungomare Marina di Cottone: facciamo in modo che una catastrofe diventi l’opportunità per costruire qualcosa di nuovo, più sicuro, più valorizzato e più attrattivo per il futuro della nostra comunità.» In questa settimana ci sono state molte evoluzioni e le adesioni sono state tante motivo per cui l’idea di comitato iniziale si è subito tramutata in movimento coinvolgendo anche gli attivisti di Calatabiano. Il movimento Rilanciamo Marina di Cottone – San Marco nasce dalla volontà concreta di riqualificare e valorizzare un lungomare che non appartiene soltanto ai residenti dei due Comuni, ma rappresenta un punto di riferimento per un intero comprensorio. Nei mesi estivi, infatti, questo tratto di costa accoglie anche i cittadini dei paesi limitrofi – come Linguaglossa, Piedimonte, Randazzo, Bronte e Paternò, per citarne alcuni – che non dispongono di uno sbocco diretto a mare. Parliamo di un bacino di presenze significativo, che merita servizi adeguati, sicurezza, decoro e una visione di sviluppo all’altezza delle potenzialità del territorio. Rilanciare Marina di Cottone e San Marco significa investire non solo su un luogo, ma su un’intera comunità allargata. Se sapremo restare uniti, questa non sarà ricordata come la tempesta che ci ha distrutto, ma come il momento in cui Fiumefreddo e Caltabiano hanno scelto di ripartire”, ha concluso Mario Lizzio.
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