L’importante è, è, è… tergiversare - QdS

L’importante è, è, è… tergiversare

Carlo Alberto Tregua

L’importante è, è, è… tergiversare

mercoledì 18 Maggio 2022 - 08:34

Basta Guerra, facciamo la Pace

Ricordate la canzone scritta da Cristiano Malgioglio (di Ramacca): “L’importante è, è, è… finire”? Ci sembra adatta alla situazione che sta gravando sull’Europa e soprattutto sulla parte meridionale, come conseguenza della “Operazione militare speciale”, iniziata dalla Russia con l’invasione del territorio ucraino.
Cos’è che ci ricorda la canzone? L’importante è, è, è… tergiversare, cioè creare fantasiosi scenari, alimentare illusioni e speranze. Cui prodest? Beh, evidentemente è a vantaggio di tutti i burattinai che hanno provocato questa stupida e inutile guerra, la quale ha fatto una grande quantità di vittime umane ed enormi danni al territorio e all’Unione europea.

Ormai da più parti si conviene su quanto noi abbiamo supposto due mesi fa (rileggere i nostri editoriali) vale a dire che tutto parte da un disegno preordinato del Governo statunitense, per fare in modo che Putin reagisse ed attivasse l’insana iniziativa di invadere un territorio di uno Stato indipendente.

In questo quadro, ci ha fatto un’impressione negativa il film che si è fatto girare il “burattino” Zelensky, camminando per le strade di Kiev col suo solito abbigliamento verde, che ricorda vagamente la divisa di Mao Zedong. Una figura patetica di un qualcuno chiamato a interpretare un ruolo drammatico, che, però, non è riuscito a rendere. Ciò perché tutta la questione – se non ci fossero le vittime umane – ci ricorda il famoso film The Truman Show.

In questo contesto, fa specie vedere la tedesca Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, urlare e sbraitare contro la Russia di Putin, senza rendersi conto che ella rappresenta ventisette Stati, nei quali vi sono sensibilità profondamente diverse, e in ogni caso il suo ruolo dovrebbe indurla a cercare la Pace e non la Guerra.

Questo è il nodo centrale dello stato dei fatti: cercare la Pace e non la Guerra. Ma bisogna essere predisposti per andare in questa direzione e non far finta di perseguirla utilizzando comportamenti in direzione opposta.
Un esempio sono le sanzioni economiche imposte dall’Europa alla Russia, che però non hanno sortito gli effetti sperati.

A proposito delle stesse, dobbiamo sottolineare come ormai fra i tre grandi poli – Cina, Stati Uniti ed Unione europea – i sistemi di interscambi finanziari ed economici siano elevatissimi, quindi è improbabile che chiudendo i canali bancari questi interscambi si possano interrompere. È accaduto che la Russia è riuscita ad aggirare molti dei divieti e continua regolarmente nella sua attività di interscambio economico.

La leva del gas non ha funzionato, per cui esso viene erogato regolarmente a tutti i Paesi, fra cui l’Italia, che ne hanno bisogno. Ed anche la molla che ha fatto scattare Putin mediante l’incasso in rubli, anziché in dollari o in euro, ha avuto successo perché pian piano e in rigoroso silenzio tutti i Paesi si stanno adeguando a pagare con quella moneta, che quindi si rivaluta e si solleva.

Da quanto precede, risulta del tutto evidente che l’economia è più forte dei guerrafondai, spinti dalle industrie di armi, voracissime nel volere aumentare fatturati e utili.

In questo quadro, risulta deficitaria l’informazione occidentale, perché è venuta meno al suo principale dovere etico di rapportare a tutti i cittadini notizie bilanciate, provenienti dalle parti in contrasto, mentre sentiamo le solite tiritere dei soliti blablatori che parlano a senso unico, senza valutare le ragioni degli altri.

Si tratta di una responsabilità notevole, soprattutto di chi ha l’obbligo di un servizio pubblico, fare informazione completa e obiettiva. Si tratta di una responsabilità di tutti i giornalisti iscritti all’Ordine e di tutti i comunicatori che lavorano come giornalisti, pur non essendolo, i quali continuano a diffondere notizie provenienti solo da una parte.

Vogliamo la Pace e non la Guerra e riteniamo che il miglior mediatore per ottenerla sia Papa Francesco. Ma dobbiamo aggiungere alla lista il giovane presidente francese, Emmanuel Macron, e ora anche il nostro presidente del Consiglio, Mario Draghi, il quale, col suo periodare felpato, avrà fatto capire al Presidente degli Usa, Joe Biden, che deve smetterla di gettare benzina sul fuoco perché gli europei sono stanchi e vogliono ritornare alla normalità per puntare alla crescita e al benessere socio-economico.

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