Il pericolo è scampato ma la paura è rimasta. L’incendio alle porte di Monreale ieri sera ha minacciato le case. Le alte temperature e la mano dell’uomo le cause del grande rogo che ha spaventato molti abitanti del paese alle porte di Palermo. Alcuni sono stati costretti a evacuare le proprie case in fretta e furia per evitare pericoli.
Il sindaco Alberto Arcidiacono, contattato dal QdS, fa il punto sulla situazione: “Fino alle 5 del mattino siamo stati in giro per gli interventi necessari e la situazione era più serena. Abbiamo veicolato il fuoco in zone più sicure senza mettere a rischio persone e case ma tenendo al contempo l’occhio vigile sul bosco di Casaboli che per buona parte si è salvato”.
Ci sono stati comunque alcuni danni: tre case e un capannone sono andati bruciati.
La mano dolosa
Mentre i primi rilievi delle forze dell’ordine confermano la pista dolosa. Il primo cittadino sottolinea: “I carabinieri hanno trovato decine di inneschi, non v’è dubbio che ci siano dei colpevoli. L’incendio è partito da dentro il bosco e non da fuori. Siamo molto sconfortati ma questo non ci impedisce di chiedere e di volere pene severe per questi criminali. Spero che vengano scovati e messi davanti alle loro responsabilità”.
Monreale rimane tra i fronti più gravi
Monreale resta, comunque, uno dei fronti più gravi assieme a Santo Stefano Quisquina e Cammarata. Lo ha ribadito il capo della protezione civile regionale Salvatore Cocina.
“L’apice degli eventi e la giornata più grave è stata quella di ieri (22 luglio), con trecentocinquanta eventi incendiari di cui dieci maggiori per i quali è stato necessario l’intervento aereo. Ieri pomeriggio da Roma sono arrivati altri quattro canadair, per un totale di sei che hanno operato durante la notte insieme a quattro elicotteri. C’è stato di fatto il raddoppio della flotta statale a disposizione, nonostante l’avaria di un mezzo aereo nel corso degli interventi”.
Cocina aggiunge: “Ormai non è più solo un problema di prevenzione e lotta agli incendi bensì di ordine pubblico. Questo per colpa dei piromani che stanno attentando all’ambiente e alle vite umane, come dimostra purtroppo la morte del vigile del fuoco, Alessandro Marchì. Questa dinamica è grave e ci fa rabbia, per questo credo che in queste giornate da codice rosso si debba procedere effettuando presidi con forze dell’ordine ed esercito”.
“I piromani rendono gli incendi fuori controllo”
In ultima battuta Cocina ha aggiunto: “Il numero di incendi ha superato la capacità di risposta del nostro sistema, ma se ciò è avvenuto è anche perché vi è un accanimento da parte dei piromani che rendono il fenomeno fuori controllo”.
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