Home » Sicilia » Linosa come Hong Kong, ma non è un vantaggio: sull’Isola la benzina e il gasolio più cari d’Europa

Linosa come Hong Kong, ma non è un vantaggio: sull’Isola la benzina e il gasolio più cari d’Europa

Linosa come Hong Kong, ma non è un vantaggio: sull’Isola la benzina e il gasolio più cari d’Europa
Immagine di repertorio da Imagoeconomica

La piccolissima isola siciliana affiancata a Lampedusa è al secondo gradino mondiale (primo in Europa) per il prezzo dei carburanti, oggi a 3.25 euro al litro.

Quasi novemila chilometri di distanza, eppure Linosa e Hong Kong sono accumunate da un fattore molto discusso di questi tempi: il prezzo dei carburanti. Se Hong Kong “vanta” l’oro a livello mondiale con i suoi 3.50-4.00 euro al litro di media, Linosa – la piccolissima isola siciliana affiancata a Lampedusa – è al secondo gradino mondiale (primo in Europa) per prezzo di benzina e gasolio, oggi a 3.25 euro al litro.

Un fenomeno ormai conosciuto da tempo quello che avviene a Linosa, dove i pochi abitanti del posto (circa quattrocento), ma anche i tanti turisti che vivono l’Isola nei periodi estivi, sono costretti a rifornirsi a prezzi folli e, chi può farlo, trova una via d’uscita facendo scorta nella vicina Lampedusa dove, seppur costosi come in tutta la Sicilia e l’Italia intera, benzina e diesel riescono ad avere prezzi ancora abbastanza nella media nazionale. Ad accendere ancora una volta i riflettori su questa emergenza nel mare delle Pelagie è stata la recente ricostruzione de “Le Iene”, sul posto per capire come poter risolvere la situazione.

I motivi dietro al rincaro senza precedenti

Ma da dove nasce questo prezzo di 3.25 al litro (oggi 25 settembre, tra qualche ora potrebbe aumentare ancora)? Perché Linosa è nota al mondo per le sue bellezze e per il prezzo spropositato del suo carburante? I fattori sono di varia natura.

Il primo è chiaro e riguarda la logistica: parliamo di una zona molto ridotta, quattrocento abitanti e molto distante dalle coste di Agrigento, provincia di cui Linosa fa parte.

L’Isola è molto ristretta e sul posto esiste un solo rifornimento di carburante. Questa vicenda, gioca un duplice effetto per titolare e abitanti del posto: da un lato il punto di vista dell‘operatore, che deve sostenere dei costi molti alti di trasporti via nave per fare arrivare la merce a Linosa, così come – a eccezione del periodo estivo e quindi turistico – deve fare i conti con una cadenza di guadagno molto al ribasso. Dall’altro però, c’è anche l’inevitabile vantaggio a favore del distributore e in contrasto ai cittadini del posto: non esiste concorrenza, dunque i prezzi possono essere gestiti come si preferisce nei limiti della legge.

Ed è proprio questo che contestano i residenti dell’Isola di Linosa, alle prese con un caro carburanti primo in Europa, secondo al mondo solo alla città di Hong Kong, dove si superano i tre e mezzo al litro e in certi casi si toccano i quattro. Una discussione che dura da tempo quella sul territorio di Linosa, su cui potenzialmente potrebbe presto entrare con forza l’amministrazione locale per tentare una via alternativa al “monopolio” creato dall’unico rifornimento del posto.

Le problematiche del territorio e le differenze col resto d’Europa

Quello di Linosa però, non fa altro che ricordare un problema molto italiano. Nell’intero territorio nazionale infatti, il carburante continua ad avere un costo alto e in continuo rialzo, con il Governo che tra un taglio delle accise e l’altro non sembra avere il controllo di quanto stia accadendo. Ma perchè in Italia il carburante costa molto più che nel resto d’Europa, nonostante i conflitti in Medio Oriente abbiano influenzato l’intera catena mondiale innescando dei prezzi al rialzo ovunque in giro per il pianeta?

Come noto, in Italia esiste un pesante carico fiscale e una tassazione anche sull’importo dell’accisa, l’Iva, che conteggia circa 0,73 € al litro sulla benzina e oltre 0,61 € sul diesel, andando ad arginare notevolmente la media UE. Questa, che viene calcolata su un’altra tassa, fa lievitare il prezzo finale diversamente da quanto avviene in molte altre località europee. Inoltre, oltre che al problema della tassazione elevata in Italia, esiste anche una ridotta capacità di raffinazione del prodotto.

Durante l’ultimo ventennio, diverse raffinerie italiane hanno chiuso o ridotto la loro produzione storica, andando a influire sui costi che, senza una lavorazione diretta del prodotto, schizzano verso l’aumento. Un fattore questo che è avvenuto non solo in Italia, ma anche in altri Stati europei che, secondo gli elaborati di France Presse sui dati nazionali pubblicati dalla Commissione europea, influiscono sui prezzi che vediamo oggi in 19 Paesi dell’UE, tra cui Germania, Francia, tra le più in difficoltà d’Europa proprio come noi con una media di 2,23 euro al litro.

I prezzi più bassi in Europa: quali sono e qual è il costo medio

Un carico che invece non esiste, o esiste parzialmente, in Croazia e Svizzera, dove i prezzi scendono sensibilmente anche se la distanza con l’Italia è ridotta. Caso molto simile in Slovenia, che riesce a mantenere prezzi bassi come la Spagna, capace di fermarsi a quota 1.83 al litro circa. Malta (1.35), Bulgaria e Polonia (1.80 di media), altri dei Paesi europei con i prezzi più bassi in circolazione.

In Sicilia la protesta è vicina, intanto il caro carburanti schizza a oltre 2.240

Oggi, venerdì 25 settembre, in Sicilia – dove la tensione intorno al caro carburanti cresce di ora in ora, con autotrasportatori e armatori che minacciano il blocco delle attività per le prossime settimane – il prezzo medio secondo il Mimit è a circa 2.155 al litro per benzina, 2.339 al litro per il diesel. Una media che rispecchia dunque gli andamenti delle scorse ore, con i rincari ulteriori che riguardano naturalmente la rete autostradale: self in media a 2.247 per la benzina, in rialzo rispetto al 24 settembre, 2.423 per il diesel. Attualmente, è in vigore in tutta Italia il taglio delle accise del diesel a 12.2 centesimi al litro e domani, 26 settembre, calerà a 6.1 centesimi fino al 6 ottobre. Il tutto, in attesa di altre manovre da parte del Governo nazionale.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram