Milano, 25 feb. (askanews) – Con 20 vini selezionati su un totale di 115 etichette provenienti da 16 Paesi, l’Italia è il Paese più rappresentato nella “World’s Best Sommeliers’ Selection 2026” (WBSS). La lista di questa terza edizione della manifestazione inglese, include tutte le principali tipologie di vini ed è stata definita da un panel di 29 sommelier e wine director attivi in ristoranti di riferimento della scena gastronomica internazionale di 17 Paesi. A presiedere i lavori è stata Kristell Monot, head sommelier del ristorante Mugaritz a Errenteria, nei Paesi Baschi.
Tra le 20 etichette italiane figurano due produttori con tre vini ciascuno: Ceretto è presente con “Barolo Brunate” 2021, “Barbaresco Asili” 2014 e “Barolo Bricco Rocche” 2021, mentre Arianna Occhipinti entra in selezione con “Grotte Alte” 2020, “SP68 Rosso” 2022 e “Siccagno” 2020. Con due vini compaiono Ruffino, con “Romitorio di Santedame” 2022 e “Alauda” 2021, e Tenuta Del Paguro, con “Ostrea in Fondo” 2023 e “Homarus” 2021. Gli altri produttori italiani sono presenti con una sola etichetta ciascuno: Clara Marcelli con “Ruggine” 2021, Feudo Arancio con “Hedonis” 2022, La Scolca con “Gavi dei Gavi Black Label Limited Edition” 2021, Luca Leggero Villareggia con “Erbaluce di Caluso Docg Rend Nen” 2022, Mezzacorona con “Musivum Teroldego Rotaliano” 2019, Nino Franco con “Grave di Stecca Brut” 2018, Viabizzunoagricola con “donnacricri” 2023 e Argiano con “Solengo” 2021. Tra le nostre etichette prevalgono nettamente i rossi, che sono 13, il numero più alto per singolo Paese, e tra i vitigni spicca il Nebbiolo, rappresentato da quattro tra Barolo e Barbaresco. Chiudono la selezione quattro bianchi, un rosé e due spumanti.
La giovane vignaiola siciliana Arianna Occhipinti, reduce del 78esimo posto nella “The World’s 100 Best Vineyards 2025”, a commentato questo nuovo riconoscimento affermando che “è per noi un grande onore, perché conferma che i vini Occhipinti esprimono l’autenticità e la coerenza di un progetto agricolo radicale e orientato alla qualità. Ogni bottiglia nasce dal rispetto per la natura, dai vitigni autoctoni e dal desiderio di raccontare fedelmente il nostro terroir, esaltando i singoli appezzamenti tra Vittoria e Chiaramonte Gulfi. È un approccio che valorizza la policoltura, la biodiversità e la crescita professionale continua. Sapere che il nostro lavoro è apprezzato a livello internazionale ci rende orgogliosi e ci spinge a proseguire con passione e coerenza”.
Alle spalle dell’Italia, il Portogallo è il secondo Paese per numero di vini selezionati, con 18 etichette che coprono rossi (principalmente dal Douro), fortificati (Porto e Madeira) e bianchi dominati dall’Encruzado nella Doc Dao. Gli Stati Uniti totalizzano 17 vini, distribuiti tra California (che fa la parte del leone), Oregon (con Chardonnay e Pinot Noir) e Texas (ben sei etichette tra spumanti, bianchi e rossi). L’Argentina porta in lista 12 vini, in prevalenza rossi, con una presenza significativa del Malbec e una provenienza che attraversa diverse aree andine, da Mendoza a Salta e San Juan. Accanto ai rossi compaiono quattro bianchi e uno spumante da Metodo Classico.
Segue con 10 etichette la Spagna con i rossi provenienti da Denominazioni come Ribera del Duero, Rioja e Priorat, due Sherry e uno spumante Cava, mentre i bianchi scelti combinano vitigni storici e impostazioni più contemporanee. Per quanto riguarda il resto dell’Europa, il quadro è piuttosto desolante: la Francia compare con Champagne e rosé di Provenza (solo quattro vini), mentre la Germania è inclusa con i Riesling di tre produttori. Tra i territori emergenti figurano la Repubblica Ceca (tre) e la Georgia (due), con etichette legate ai vitigni Saperavi e Kisi e con l’unico orange wine della selezione. Anche la Grecia è presente con un bianco e un rosso.
Oltre all’Argentina, per completare lo spaccato del Sudamerica, la selezione 2026 include 26 vini: il Cile con otto rossi di quattro Cantine, l’Uruguay con cinque etichette accanto al Tannat, e il Brasile con un solo vino bianco, il “Casa Tés Grama Branco 2023”.
Foto: WBSS

