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L’Italian Way di bere bevande alcoliche: moderato e consapevole

L’Italian Way di bere bevande alcoliche: moderato e consapevole

Ricerca La Sapienza per Federvini sullo stile italiano unico in Ue

Roma, 25 mar. (askanews) – C’è un ‘modo italiano’ di bere: un consumo moderato e consapevole di bevande alcoliche riconoscibile rispetto a quello di altri Paesi, soprattutto europei. Uno stile “ritualizzato, legato ai pasti, con un consumo moderato e una accessibilità all’acquisto di bevande alcoliche unica in Ue grazie ai prezzi più bassi del resto de’Europa. E in Italia si beve meno ma si beve meglio, come testimoniato dal fatto che in tutte le fasce il consumo di bevande alcoliche è in calo. Il tutto in una cornice regolativa con un mix di norme cogenti e di codici autoregolatori”. A descrivere la specificità italiana nell’approccio alle bevande alcoliche è Giacomo Ponti, presidente di Federvini, che oggi alla Camera ha presentato la prima ricerca sul “The italian way” promossa da Federvini e condotta dal Dipartimento di comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza di Roma, che conferma con evidenze empiriche un tratto da sempre riconosciuto identitario della cultura italiana.

Dallo studio emerge come il consumo di bevande alcoliche nel nostro Paese sia in larghissima prevalenza moderato, ritualizzato e profondamente legato al contesto sociale e alle abitudini alimentari, in sostanziale coerenza con le consuetudini della Dieta mediterranea. Un modello che integra tradizioni, cultura e vita sociale. Il consumo appare strutturalmente correlato ai momenti del pasto e della convivialità, con oltre l’80% delle consumazioni di vino concentrate a pranzo e a cena e oltre il 70% dei cocktail legati agli aperitivi.

“La miglior leva per contrastare le devianze e l’abuso è la promozione del consumo consapevole attraverso campagne di comunicazione – ha sottolineato Ponti – e non ricorrendo a divieti e leve fiscali come hanno imposto senza risultati i paesi nordici. In Italia siamo sulla giusta strada”.

Con un consumo annuo di 8 litri alcol pro capite, l’Italia si colloca a un livello del 6% inferiore alla media dei Paesi OCSE e, in Europa, ben al di sotto dei Paesi dell’Europa centro-orientale e di quelli iberici, dove i consumi oscillano tra gli 11 e i 12 litri. Tra il 2000 e il 2022, il consumo nazionale è diminuito del 17%. Nell’ultimo decennio, la quota di adulti che consumano alcol quotidianamente è scesa dal 24,9% al 20,1%. Dati che si collocano in un quadro positivo di salute e aspettativa di vita: secondo Eurostat l’Italia registra l’aspettativa di vita più elevata in Europa raggiungendo 84,1 anni valore superiore alla media UE che si attesta a 81,5 anni.

Per Ponti proprio questo stile, “basato su tradizione e cultura, a dimostrarsi più efficace rispetto a politiche restrittive e proibizionistiche che riemergono periodicamente a livello internazionale. Un modello, quello italiano, intorno al quale si è sviluppata nei secoli una filiera di imprese profondamente radicate nei territori, che contribuiscono all’economia e che rappresentano nel mondo un simbolo di qualità”.