Roma, 1 feb. (askanews) – Nel West End londinese le Pantomimes sono un’istituzione che muove milioni di spettatori locali e internazionali, per momenti da condividere insieme al resto della famiglia; parodie in cui i personaggi principali possono contare su nomi “travisati”, vicende classiche rivisitate e testi riscritti su hit indimenticabili.
Un genere che, in Italia, conta pochissimi rappresentanti: tra loro l’autore, regista e produttore Thomas Centaro, che Hystrio ha riconosciuto come artista specializzato nella “chiave comico-musicale dei classici letterari”.
Con due attesissime serate, venerdì 27 e sabato 28 marzo Centaro porta nuovamente in scena L’ODISSEA – UNA VERA TROYATA all’EcoTeatro di Milano (ore 20.30 | via Fezzan, 11 | per info e biglietti: www.thomascentaro.com/odissea).
Un’ora e mezza di narrazione politicamente scorretta a ritmo serrato, hit italiane e internazionali riadattate con testi parodistici millimetrici, protagonisti dalle caratteristiche amplificate e battute taglienti; uno spettacolo che, dalla sua nascita 13 anni fa, ha attirato migliaia di persone, grazie alla forza della sua originalità e a un veloce passaparola sui social media e non solo, a dimostrazione di quanto il pubblico sia affamato di leggerezza e creatività autentica.
“Tanti repeaters vivono “L’Odissea – Una Vera Troyata” come un cult, e tornano ogni volta che viene riproposta, pronti per un nuovo giro a Itaca, ma anche moltissimi “neofiti” – racconta Thomas Centaro – Grazie ai prezzi calmierati che ho deciso di applicare, la mia parodia è riuscita ad avvicinare al teatro centinaia di spettatori che non avevano mai messo piede in una sala, trasformandoli in una community di fedelissimi che torna a vedere lo spettacolo replica dopo replica, che conosce le battute a memoria e canta le canzoni a squarciagola. Il Teatro è di tutti, perché lo svago non può e non deve essere un lusso”.
Sarà fondamentale scordare, o, quanto meno, rivedere, quanto imparato sui libri scolastici: in L’Odissea – Una Vera Troyata, a Itaca Penelope beve per ricordarsi di dimenticare, e ogni notte tesse e disfa la sua tela per sfuggire ai Proci mentre Ulisse si perde nel Mediterraneo dove, incontrando i ben noti personaggi dell’Odissea, coinvolgerà il pubblico in un vortice di dialoghi fulminanti, coreografie ritmate e anacronismi esilaranti.
Un ponte inedito tra la solennità del poema omerico e la cultura pop contemporanea, un viaggio irresistibile tra riferimenti al cinema, ai cartoni animati e alla TV in cui il pubblico non sarà semplicemente spettatore: cos’hanno a che vedere la città di Troya e l’R&B? Cosa accomuna Telemaco a Sailor Moon? E la Maga Circe e il Müller Thurgau? Cosa trasforma in un mostro una Sirena da favola?
Uno spettacolo in cui Centaro ha intrecciato creatività e divertimento intelligente alle vicende del poema epico, che torna in scena dopo i sold out collezionati nei mesi scorsi con “Kiss Me Licia – Il Musical” e che, insieme ad altre sue produzioni come “La Bibbia – Un Musical della Madonna”, si inserisce come titolo italiano interamente autorale in un panorama teatrale principalmente dominato da successi d’importazione.
Prossimo al debutto in una fiction internazionale, dal 2001 Thomas Centaro mette al servizio del teatro un’esperienza multidisciplinare maturata tra palcoscenico, doppiaggio, audiolibri, radio e tv. Con 5 musical e numerosi spettacoli di prosa all’attivo, ha fuso la sua passione per la letteratura con la cultura pop, creando una firma stilistica unica, abbattendo la barriera tra “cultura alta” e intrattenimento nazionalpopolare.
“Farsi ascoltare dal maggior numero di persone anche con una parodia significa fare cultura. C’è già chi si occupa di opere canoniche e lo fa benissimo, ma il teatro deve far brillare ogni sua sfumatura. Guai se uno spettacolo non fosse comprensibile da tutti, questo però non significa impoverire il linguaggio. Quando concepisco le mie opere studio a fondo e scrivo in maniera semplice curando l’aderenza alla fonte originale perché desidero essere a prova di docenti universitari, tuttavia non voglio escludere nessuno. La fase di scrittura rimane la più complessa, ma se la gente non capisce una parola si rischia di allontanarla” – conclude Centaro. “I miei musical parodia sono provocatori e sopra le righe, il pubblico li accoglie esattamente per quello che sono, e il sorriso prende forma già dal titolo. Sono il primo ad amare il sarcasmo, ma rimango onesto: che la mia Odissea sia Una Vera Troyata almeno io lo dichiaro subito!”

