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Lollobrigida: fare squadra tra paesi Adriatico per rilancio pesca

Lollobrigida: fare squadra tra paesi Adriatico per rilancio pesca

Ad Ancona evento con Albania, Croazia, Montenegro e Slovenia

Roma, 15 lug. (askanews) – Italia, Albania, Croazia, Montenegro e Slovenia sono “nazioni competitive in termini di produzione e alleati strategici” nel settore della pesca e “questo non è un incontro casuale per ascoltarci a vicenda, ma per trovare motivi di unità sostanziale che vadano ben oltre le codificazioni regolatorie dell’Unione Europea. Noi dobbiamo ragionare sugli interessi comuni per valorizzare le nostre potenzialità all’interno di un mercato sempre più ampio e sempre più unico con regole chiare”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, concludendo alla Loggia dei Mercanti di Ancona l’incontro sulla “Sostenibilità, Innovazione e Cooperazione nella Blue Economy per il mare Adriatico”, un evento di alto profilo politico al quale hanno partcipato i ministri dell’Agricoltura e della Pesca dei 4 paesi che si affacciano sul mare Adriatico, organizzato per definire una strategia congiunta per il futuro del bacino, ponendo le basi per un modello di gestione innovativo e resiliente.

Il ministro Lollobrigida ha sottolineato l’importanza di “regole chiare” e reciprocità con i paesi terzi anche nel settore della pesca e ha ricordato come nel tempo il ruolo dell’Unione europea sia diventato “farraginoso, un insieme di regole da imporre ai propri imprenditori e ai propri produttori con visioni sempre più ideologichee sempre meno calate sulla realtà”. Un comportamento che ha determinato “delle criticità che hanno portato a dati drammatici, come la desertificazione di alcune marinerie”. Sotto accusa anche la “rottamazione pagata dell’imbarcazioni più nuove: questa – ha detto Lollobrigida – è una’aberrazione” perché “la rottamazione ha un senso se tu rottami quello che è più vecchio per modernizzare la flotta con una prospettiva di crescita e di rilancio. Ed è su questo che noi dobbiamo concentrarci: ci vuole una visione strategica per il settore della pesca”.

Il ministro ha poi sottolineato l’importanza di regole chiare e di reciprocità nel settore: “è farneticante imporre regole ai miei pescatori nello stesso bacino in cui i paesi terzi pescano senza regole. Noi dobbiamo imporre ai nostri pescatori quello che riusciamo a imporre nello stesso bacino ai pescatori degli altri paesi, altrimenti otterremo solo una desertificazione delle marinerie. E ogni imbarcazione che si disarma da questa parte, con ogni probabilità si arma dall’altra per pescare nello stesso ambiente e nello stesso mare senza avere nessun tipo di vantaggio per l’ambiente”.

Fondamentale quindi, per tutti i paesi che si affacciano sul bacino del mare Adriatico, “fare squadra sempre di più per potere invertire questa tendenza”, anche investendo sulle nuove potenzialità come ad esempio l’acquacultura.